Il Tirreno

Montecatini

Sull’impianto idroelettrico presentate le osservazioni

di Maria Salerno

Pessimisti i proprietari dei fondi a ridosso del fiume Pescia e a rischio esproprio «L’ambiente è a rischio, ma il Comune sembra interessato solo alle royalty»

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PESCIA. «La centrale idroelettrica mette a rischio l’ambiente della zona interessata, perché si deve costruire ai danni dei cittadini come già è avvenuto in passato a Pescia, deturpando il paesaggio?»: i proprietari dei terreni dove con ogni probabilità verrà costruito il nuovo impianto idroelettrico, che tanto clamore ha suscitato nelle ultime settimane, nonché gli stessi residenti della zona tornano a far sentire la propria voce di dissenso nei confronti di un progetto, che nonostante le rassicurazioni, viene vissuto come «irrimediabilmente inevitabile».

«È piuttosto chiaro che il Comune, e sappiamo bene in quali acque naviga, da questo progetto ci vuol guadagnare – azzardano i cittadini che in quella zona abitano o gestiscono delle aziende agricole – il sindaco non fa altro che parlare di royalty».

Il riferimento è a quelle «forme di compensazione» più volte evocate dal sindaco Giurlani nelle ultime settimane, che ripagherebbero la comunità del danno derivante dallo sfruttamento di un bene comune, in questo caso le acque del fiume, da parte di un'azienda privata. I cittadini proprio per questo temono che possa trattarsi di un'azione orchestrata al solo scopo di fare profitti, senza considerare tutte le conseguenze negative che ne deriverebbero.

«Quest’amministrazione – sottolineano – come del resto l'altra, visto che il progetto parte dal 2013, forse ha pensato di rimpinguare le casse con opere di “pubblica utilità” per fare forse bella figura verso la comunità, ma non hanno calcolato che i cittadini questa volta non staranno a guardare i danni che provocherebbe iniziando i lavori. Già il fatto, molto grave, che il Comune, dal 2013 allo scorso mese, non ha avvertito i cittadini di ciò che stava accadendo, soprattutto tenendo all'oscuro gli agricoltori, ossia i diretti interessati, ha costretto a presentare le osservazioni in tempi record, solo dopo una settimana dal ricevimento dell'intero progetto, giusto al limite della scadenza dei termini. Probabilmente c'è un giro d'interessi che noi nemmeno immaginiamo, ma non si rendono conto che gli interessi, o i soldi, non ripagheranno mai i danni fatti alla città e alla cittadinanza. Poi ci si lamenta quando vengono le alluvioni perché hanno cementificato troppo, interrato fiumi o torrenti, distrutto gran parte della natura che è in grado di mantenere il nostro equilibrio. Di fronte agli interessi però questo conta poco. Il caso della centrale idroelettrica per esempio, considerata a impatto zero ed ecologica, in realtà toglie terreno fertile agli agricoltori costruendo una centralina in cemento, una strada e quant'altro che di ecologico non ha proprio niente».

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