Il Tirreno

Montecatini

migranti

Sei profughi in arrivo e a Bizzarrino scoppia la protesta

di Luca Signorini
Sei profughi in arrivo e a Bizzarrino scoppia la protesta

Monsummano: un centinaio di persone abbandona l’assemblea pubblica convocata per spiegare la gestione della permanenza

2 MINUTI DI LETTURA





MONSUMMANO. La comunità di Bizzarrino digerisce malvolentieri (per usare un eufemismo) l'arrivo di sei profughi in un edificio privato, per la verità piuttosto diroccato, lungo via Rubattorno, in aperta campagna.

Il malumore è scoppiato lunedì sera, quando oltre un centinaio di persone a un certo punto hanno abbandonato l'assemblea convocata per discutere della questione, lasciando di sasso il sindaco Rinaldo Vanni, gli assessori presenti e i responsabili della cooperativa sociale Arkè di Pistoia, che si occupa della gestione e della permanenza di questi migranti sul territorio.

Una riunione infuocata, che invece di rasserenare gli animi ha creato altra confusione su un tema controverso, da tempo alla ribalta sulla scena nazionale ma, a giudicare dalla discussione che ne è scaturita, ancora poco conosciuto nei dettagli, forse appreso perlopiù da titoli e slogan. Il dibattito si è subito trasformato in un muro contro muro, in un rimpallo di accuse e proclami urlati. Con tutta probabilità a luglio a Bizzarrino arriveranno sei profughi adulti di varia nazionalità, per ora non nota: alloggeranno nella struttura individuata per sei mesi, il tempo burocratico per presentare la domanda di rifugiato politico. Almeno tre operatori della cooperativa si alterneranno a rotazione ogni giorno per gestire la loro permanenza: questi profughi, una volta sul territorio, seguiranno corsi d'italiano tre volte la settimana e saranno invitati a svolgere opere di volontariato in collaborazione con le associazioni di Monsummano, chiamate a stipulare un protocollo d'intesa.

Ma le preoccupazioni dei residenti della frazione si concentrano perlopiù sul versante sanitario e della sicurezza. «Tutte queste persone sono controllate dai medici subito dopo lo sbarco sulle coste della Sicilia – ha spiegato Federico Grossi, presidente di Arkè – una volta destinati alla provincia di Pistoia l'Asl effettua ulteriori visite. In questura, prima dello smistamento nei vari Comuni, gli vengono prese le impronte digitali e vengono fotografati, questi dati restano nei database delle polizie di tutta Europa. Da oltre un anno gestiamo oltre cento profughi sul territorio, e mai nessuno ci ha dato dei problemi».

«La questione non è di nostra diretta competenza – ha detto il sindaco Rinaldo Vanni – il prefetto ci ha esortato a contribuire all'accoglienza, e il modello scelto di arrivi in piccoli nuclei credo sia il migliore per non provocare troppa tensione».

Appello evidentemente caduto nel vuoto: con la convinzione «che ci è stata imposta la solidarietà, come un diktat», i cittadini hanno abbandonato la sala. Ma i profughi arriveranno lo stesso.

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

Proteste

Sciopero della scuola e dei trasporti venerdì 16 ottobre: le fasce garantite e i motivi della protesta

di Redazione web