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Incendiato l’ascensore del Centro di salute mentale

Incendiato l’ascensore del Centro di salute mentale

Presa di mira la struttura di via Nazario Sauro, allarme del sindacato Fials «Da tempo sollecitiamo l’Asl a intervenire sulla sicurezza, ma inutilmente»

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MONTECATINI. Vandali in azione, nella notte di venerdì, al Centro di salute mentale di via Sauro, proprio di fronte alla caserma dei carabinieri. Un gesto di vandalismo assurdo, con ignoti che si sono “divertiti” a incendiare, rendendolo inutilizzabile, l’ascensore stesso. Sul posto ieri mattina sono intervenuti i carabinieri stessi e i vigili del fuoco per i rilievi e per dare l’avvio alle indagini. Sulla vicenda interviene intanto la segreteria provinciale del sindacato sanità Fials, che in quanto accaduto trova conferma di uno degli allarmi lanciati da tempo: «Non si tratta di un fatto isolato, ma si inscrive in una cornice di disservizi sui quali più volte l'Azienda è stata sollecitata ad intervenire. L'ultima nostra segnalazione risale al 20 aprile quando abbiamo chiesto un incontro urgente con la direzione per individuare provvedimenti celeri, volti a migliorare l'appropriatezza terapeutica delle pratiche messe in atto; rivalutare le condizioni di sicurezza nell’ambiente di lavoro per utenti e operatori; migliorare il clima interno al servizio, per garantire un contesto relazionale più idoneo alla promozione dei percorsi terapeutici».

I risultati? «A tutt'oggi – scrive la Fials – l'Azienda, al di là di qualche chiacchiera imbonitrice, non ha dato alcuna risposta concreta e si è ben guardata dal mettere per iscritto alcun provvedimento o misura operativa. Maggior preoccupazione desta tutto ciò, all'alba di un processo di riforma del sistema sanitario regionale, che viaggia sempre più distante e sordo ai problemi e ai bisogni reali dei soggetti direttamente fruitori o dispensatori di servizi. A questo punto, di fronte al reiterarsi di fatti gravi, in alcuni casi drammatici, anche le forze politiche devono sentirsi interpellate, visto che, data la legislazione vigente, tanta parte hanno nel determinare l'organigramma aziendale. Così i sindaci, il cui compito è anche quello di vigilare e garantire sulla qualità dei servizi erogati. Gli operatori della salute mentale non possono essere abbandonati a fare il bersaglio del tiro al piccione».

«Vorremmo chiarire bene un concetto su cui troppo si specula – chiude il sindacato – molto spesso, alle segnalazioni degli operatori e alle difficoltà scaricate su di loro, viene risposto che gli episodi di violenza sono meno frequenti tra gli utenti della salute mentale che nella popolazione generale. Noi non riteniamo che nella salute mentale pistoiese ci sia un problema di ordine pubblico, anche se ne assume i contorni, né un problema di arginamento e repressione di comportamenti aggressivi e violenti. La questione è nel deficit delle strategie e delle pratiche terapeutiche messe in atto, nello sfaldamento del gruppo di lavoro, nella carente cura del clima interno al servizio».

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