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I vicini: litigi anche nei giorni scorsi

I vicini: litigi anche nei giorni scorsi

Continuano le indagini sul tentato suicidio-omicidio di via Ricasoli, restano gravissime le condizioni degli ex conviventi

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PESCIA. Restano gravissime le condizioni della coppia protagonista, mercoledì mattina, del tentato omicidio suicidio in via Ricasoli. In particolare a preoccupare sono le condizioni dell’uomo, il geometra quarantasettenne Roberto Nesti, che si trova ricoverato al reparto di rianimazione dell’ospedale fiorentino di Careggi, in stato di coma. Grave, ma stazionaria, anche la donna, sua ex convivente, che già mercoledì pomeriggio - dopo essere stata sottoposta a un intervento chirurgico - ha potuto essere ascoltata, seppur brevemente, dai carabinieri che indagano sul caso.

Una testimonianza preziosa la sua, anche se gli inquirenti aspettano un miglioramento delle condizioni per poterla interrogare più approfonditamente, anche perché restano ancora numerosi punti da chiarire: dai motivi che hanno portato alla lite, poi degenerata, alla dinamica che ha portato fino alla sua caduta dalla finestra al primo piano dell’appartamento-studio di via Ricasoli. Al momento il racconto della donna, 43enne di origine romena, hanno permesso di ricostruire il linea di massima ciò che è successo in quella mattina maledetta, una testimonianza la sua che, seppur frammentaria, avrebbe trovato conferma nei riscontri effettuati dai militari in via Ricasoli. In sostanza una lite, degenerata in un tentativo di accoltellamento da parte dell’uomo nei confronti della donna, con lei che ha prima provato a difendersi - prendendo un altro coltello - e poi a cercare scampo gettandosi, appunto, dalla finestra. Seguita dopo pochi minuti dall’uomo che (e su questo ci sono pochi dubbi, visto che la scena è avvenuta sotto gli occhi di tanti testimoni, compresi due carabinieri) si è volontariamente gettato sulla strada cercando la morte e procurandosi il trauma più grave, quello che gli ha procurato il coma. Uomo che presentava anche un profondo taglio alla gola, forse frutto dello scontro con la donna o - ipotesi ritenuta al momento più probabile - un altro modo per tentare il suicidio.

Ad ogni modo al momento non risultano ancora indagati: il lavoro di ricostruzione ha richiesto tempi particolarmente lunghi, impedendo di consegnare il relativo rapporto al sostito procuratore di turno, Luigi Boccia. Ma si tratta solo di una questione tecnica.

Ma al momento, a parte gli atti dovuti e la ricerca delle responsabilità, il pensiero di tutti coloro che conoscevano la coppia è rivolto alle condizioni dei due protagonisti, in fondo entrambi vittime di un momento di follia. Un momento inatteso, visto che i rapporti tra i due si erano mantenuti sostanzialmente sempre buoni, nonostante la rottura della relazione. Questo almeno fino a qualche giorno fa, quando un insieme di fattori (non ultime alcune difficoltà professionali) ha provocato la rottura dell’equilibrio. Già da alcuni giorni, infatti, gli abitanti della zona erano rimasti sorpresi nell’udire i due litigare e alzare la voce. Una cosa mai successa prima. Ma nessuno poteva immaginare un epilogo del genere.

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