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Troppi rimborsi: chieste le dimissioni dell’assessore

Troppi rimborsi: chieste le dimissioni dell’assessore

Opposizioni unite contro Paolo Cecconi: «È costato a Pescia circa 10.000 euro quando potrebbe pagare le spese di viaggio con i suoi emolumenti»

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PESCIA. Opposizioni unite contro i «seppur legittimi» rimborsi spese elargiti agli assessori. Il riferimento esplicito è al titolare dei lavori pubblici e dell'urbanistica Paolo Cecconi, ex sindaco di Vernio e residente nel pratese: «Da quando è entrato in carica un anno fa – sostengono le minoranze – ha presentato rimborsi per circa 10.000 euro».

Sotto la lente anche i “movimenti” del vicesindaco Roberto Peria, ex primo cittadino di Portoferraio, e dell'assessore a cultura e turismo Barbara Vittiman: «Non si sono peritati di presentare una nota spese di 100 euro: l'uno per un viaggio a Roma, l'altra per un viaggio a Milano. Tutto questo quando lo stesso sindaco Oreste Giurlani non utilizza la voce dei rimborsi spese, che per lui sono pari a zero».

Gli esponenti di Forza Italia (Luca Biscioni e Gianpaolo Pieraccini), Percorso Comune (Angelo Morini e Paolo Varanini) e di Un’Altra Pescia (Oliviero Franceschi) sulla questione presenteranno una mozione nel prossimo consiglio comunale, chiedendo, già che ci sono le dimissioni di Cecconi, e di «utilizzare per i propri viaggi istituzionali gli emolumenti che vengono dati per il ruolo che ricoprono».

«Tutto nasce dal modus operandi del Pd di portare ex sindaci di altri Comuni a fare gli assessori qui a Pescia, un “riciclaggio” dei vecchi appartenenti al partito – attacca Biscioni – in città persone specialiste in determinate materie, a differenza dei nominati, e competenti a ricoprire questi incarichi non ci sono? Il partito non riesce a trovarli tra le sue fila? Secondo noi è un'offesa ai pesciatini. Contestiamo il “sistema” dei rimborsi spese: quei soldi elargiti potevano essere usati per il territorio e per il bene di Pescia. Con un bilancio in dissesto come il nostro e con la crisi questi rimborsi non devono esistere».

«Siamo rimasti scandalizzati a leggere questa voce nel rendiconto - aggiunge Franceschi – hanno buoni propositi e parole su vitalizi e privilegi e poi vediamo queste cose. È una pratica che da Pescia se ne deve andare».

Le opposizioni sottolineano come il vicesindaco percepisca uno stipendio netto di 1.400 euro al mese, che scende a 1.100 per un assessore, «indennità più che dignitose, e presentano rimborsi che sfiorano il ridicolo, fino a 5 euro per un biglietto del treno per Firenze». Poi ancora il dito puntato su Cecconi: «Fino a dicembre ha svolto il suo ruolo full time, da gennaio part time a metà stipendio, facendo due conti, questo signore costa ai cittadini 50 euro ogni volta che viene a Pescia». Ce n'è anche per il capogruppo Pd Marco Niccolai: «Dovrebbe dimettersi ora che è stato eletto in Regione – rincara Morini – la parola rimborsi e doppi incarichi non rientra nel nostro vocabolario, il Pd a Pescia si dimostra sempre più antidemocratico». Si attende la replica.

Luca Signorini

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