Il Tirreno

Montecatini

Tributi non riscossi, scelta contestata

Tributi non riscossi, scelta contestata

I 5 Stelle contro la decisione di affidare a una società di Brescia il recupero crediti di Buggiano

3 MINUTI DI LETTURA





BUGGIANO. Cinque Stelle contro la decisione di affidare a una società esterna (e lontana) la riscossione dei tributi non pagati. Decisione presa dal Comune di Buggiano e sulla quale il Movimento ha annunciato una prossima interrogazione in consiglio.

«L'attuale amministrazione – scrive il Movimento – ha deciso di affidare la riscossione dei tributi non pervenuti dei cittadini morosi, molti in difficoltà economiche, a una società esterna, che per il servizio chiede di trattenere il 30%della tassa dovuta, gravando sulle tasche dei cittadini. L'intenzione è di ottenere almeno il 50% delle morosità. Ammesso che il volume dei tributi non riscossi giustifichi la necessità di ricorrere a una società esterna, con un costo in più per la comunità, che cosa comporterà procedere in questo modo? Visto l'obiettivo prefisso, desta preoccupazione l'eventuale tipo di modalità per ottenerlo. Il timore è che si proceda con sistemi vessatori. Per i semplici cittadini e soprattutto per le aziende le tasse hanno raggiunto già livelli insopportabili, quindi coloro che stanno vivendo un periodo di vera e propria difficoltà si troveranno ulteriormente schiacciati. Giusto è cercare di recuperare i crediti per un bilancio funzionale ma senza strangolare quelle aziende già in difficoltà con dipendenti e spesso a rischio di chiusura. Viene da chiedersi poi, perché se una qualsiasi attività commerciale oggi non rende più del 15-20%, invece un'azienda che si trova a operare sulla parte debole della società deve avere un raggio di guadagno del 30%; questo costo sarà spalmato su tutta la cittadinanza».

«Con che criterio – continuano i 5 Stelle – è stata individuata questa società? La riscossione coattiva è stata affidata ad una società con sede a Brescia e questo potrebbe rendere difficoltosa la comunicazione tra debitore e la società stessa. Oltre ai dubbi sull'aspetto gestionale, sono stati riscontrati anche difetti nella procedura, a partire dalla prima approvazione della bozza portata in consiglio: il documento del contratto non fu reso disponibile ai consiglieri di opposizione, che si sono trovati di fatto a votare un qualcosa di cui non conoscevano i contenuti. Si è trattato di una vera e propria forzatura procedurale tant'è che gli stessi consiglieri si sono astenuti. Ancora prima di procedere a votazione, il Movimento 5 Stelle metteva in evidenza le numerose anomalie e difetti che presentava la questione ma anziché rimandare la discussione del punto, la maggioranza procedeva ad approvazione, agendo in modo decisamente irregolare. Da non sottovalutare il fatto che nel consiglio sono stati dichiarati verbalmente alcuni dati, risultati diversi rispetto ai dati riportati sul contratto stesso, dove mancavano anche alcuni riferimenti. La discussione è stata completamente omessa nel verbale della seduta, unico atto ufficiale del caso utile a reperire i dati non chiari del contratto, senza di cui risulta impossibile risalire a quanto dichiarato».

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze