Sicurezza
Imprenditore rapinato dentro l’azienda
Nuova aggressione sei mesi dopo al titolare della Garden Luce derubato dei soldi e della Mercedes: «Mi ha pedinato»
ALTOPASCIO. Rapinato esattamente come sei mesi prima all’interno della sua ditta nella zona industriale di via del Palazzaccio località Cerbaie ad Altopascio. Solo che stavolta, oltre ai soldi, l’imprenditore è stato derubato anche della vettura: una Mercedes 280 grigio metallizzata acquistata nel 2004.
Renato Felicioni, 77 anni, residente a Ponte Buggianese, da 21 titolare della «Garden Luce» ormai non ha più dubbi: «C’è qualcuno che mi segue, conosce i miei spostamenti e soprattutto agisce ogni volta che nel portafogli tengo una somma di denaro superiore al normale». Perché alle 11 del mattino del 20 dicembre 2014 in tasca teneva duemila euro per fare i regali di Natale, denaro che aveva ritirato dalla banca il giorno precedente. «Stavolta invece - prosegue l’imprenditore - mi ero fatto consegnare dall’istituto di credito mille euro perché lunedì avrei dovuto pagare 900 euro di Imu. E considerando che nel portamonete avevo già 200 euro il malvivente si è impossessato di 1200 euro». E adesso l’imprenditore pistoiese medita di lasciare l’attività a fine anno: «Ho una certa età e le forze cominciano a mancarmi. Poi queste due rapine a distanza ravvicinata mi hanno fatto perdere l’entusiasmo e la voglia di proseguire. Non ho ancora deciso, ma la tentazione di chiudere tutto è forte».
L’aggressione. Erano passate da poco le 7 quando Felicioni è salito sulla berlina per dirigersi nella sua ditta - la Garden Luce che produce apparecchi per l’illuminazione esterna urbana e privata - come fa di solito anche il sabato. «Sarà una coincidenza, ma anche la rapina del 20 dicembre avvenne di sabato. - sostiene l’imprenditore - Erano le 7,30 quando mi sono fermato davanti alla porta d’ingresso con la macchina. Sono sceso ho aperto la porta e mentre stavo entrando un individuo mi ha afferrato dietro le spalle e mi ha stretto un braccio intorno al collo spingendomi dentro al capannone. Ho cercato di reagire, di divincolarmi. Ma lui era più giovane e più agile. Ha stretto ancora e ho rischiato di soffocare. A quel punto mi ha sfilato dai pantaloni il portafogli e dopo aver preso il denaro l’ha gettato a terra».
La macchina e l’apricancello. È amareggiato Renato Felicioni, ma lucido e sereno nell’analizzare il racconto e puntualizzare certe circostanze: «Il bandito avrà avuto sui 30-35 anni, vestito completamente di scuro e incappucciato. Parlava a voce bassa come a mezza bocca per non farsi riconoscere. Extracomunitario? A giudicare dall’accento non direi proprio. Le frasi riportate erano in un italiano perfetto senza inflessioni dialettali. Mi ha detto “Stai buono e zitto” e “ora dammi le chiavi della macchina e il telecomando per il cancello”. Entrando nel piazzale infatti avevo chiuso la barriera elettronica scorrevole. La rapina è durata sì e no trenta-quaranta secondi. Il tempo di derubarmi, salire sulla mia Mercedes ed allontanarsi».
La convinzione. Felicioni non ha dubbi: ad agire è stato uno dei due malfattori che l’avevano immobilizzato e rapinato sei mesi fa: «Nessuno me lo leva dalla testa. Conosceva bene il luogo tanto che dalle telecamere a circuito chiuso si nota che sbuca dietro i cassoni dei rifiuti (immondizia e carta) e corre verso di me mentre sono di spalle intento ad aprire la porta. Per me, e l’ho detto anche agli inquirenti, è uno dei delinquenti che mi ha assalito lo scorso dicembre. Cosa ho fatto dopo che il bandito se ne è andato? Con il cellulare che il malvivente non mi aveva portato via ho chiamato il 112 e in poco tempo è arrivata una pattuglia dei carabinieri di Altopascio. Al termine degli accertamenti di rito me ne sono tornato a casa. No, non sono andato in ospedale a farmi medicare. Al di là dello spavento e di qualche livido sul collo sto bene anche se ne ho le tasche piene di queste continue aggressioni». Dissapori sul lavoro? Problemi con clienti o fornitori? Litigi con parenti o amici? «Niente di tutto questo. - giura Felicioni - Guardi, lo può dire a tutti quelli che mi conoscono: sono la persona più pacifica del mondo, non ho nemici e in vent’anni di attività ho sempre pagato i miei debiti con puntualità svizzera. Ma di una cosa sono certo: chi ha agito in quel modo conosce me e le mie abitudini».
Le immagini della telecamera esterna della videosorveglianza, acquisite dai carabinieri, non potranno aiutare più di tanto. Contrariamente alla mattina del 20 dicembre quando ad agire furono due persone incappucciate che fecero distendere a terra l’imprenditore e lo legarono mani e piedi impossessandosi dei soldi ieri a compiere l’azione è stato un bandito solitario scappato con la Mercedes dell’imprenditore mentre a dicembre i due banditi scapparono con l’auto di un dipendente di una ditta vicina.
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