Italia
False buste paga per ottenere prestiti
Sgominata dai carabinieri la banda delle truffe alle finanziarie: in quattro finiscono ai domiciliari, altri venti sono indagati
MONTECATINI. Quattro arresti per associazione a delinquere finalizzata alla truffa e venti denunce: è il bilancio dell’operazione “Banda degli onesti”, al termine della quale, ieri, i carabinieri hanno sgominato un’organizzazione che era riuscita a ottenere decine di migliana di euro di finanziamenti attraverso la presentazione di buste paga false.
Allo scopo era stata creata una cooperativa con sede in via del Salsero, a Montecatini, che, individuati disoccupati o nullatenenti, predisponeva per loro contratti di lavoro falsi (con ditte realmente esistenti, ma totalmente ignare di essere al centro del sistema) per poi fargli accedere a crediti finanziario con cui acquistare auto (tra queste Smart, Dacia e Ford, vetture con prezzi compatibili con i prestiti richiesti), smartphone, tv e altre apparecchiature elettroniche.
I beni venivano poi rivenduti a un prezzo ribassato (talvolta anche prima dell’acquisto) e il guadagno veniva diviso tra i responsabili del sodalizio truffaldino e i complici, beneficiari del finanziamento.
Ieri all’alba, i quattro a finire agli arresti domiciliari con braccialetto elettronico su ordinanza di cistodia cautelare disposta dal gip del tribunale di Pistoia Patrizia Martucci su richiesta del pm titolare dell’inchiesta, Luigi Boccia, sono Carlo Rossi, 66 anni, e il figlio Cristiano, entrambi originari e domiciliati a Montecatini; Renzo Cateni, 72 anni, originario di Pisa ma residente a Montecatini; e Roberto Giusti, 47 anni, abitante a Capannori (Lucca). Tutti erano già noti alle forze dell’ordine.
Le misure di custodia cautelare sono state emesse dal giudice delle indagini preliminari a fronte delle prove raccolte dai carabinieri del Norm di Montecatini. Un’inchiesta che ha impegnato gli investigatori dall’ottobre del 2013 fino al giugno dello scorso anno.
Le indagini dei carabinieri hanno preso spunto dalla presenza di soggetti già noti alle forze dell’ordine avvistati più volte nel corso dei normali servizi di controllo del territorio all’esterno di un immobile di via del Salsero. I quattro montecatinesi avevano infatti costituto un’associazione, che si appoggiava a una cooperativa preesistente, preposta a procacciare o cedere lavoro a terzi, che predisponeva buste paga e contratti di lavoro falsi, sia in loro favore che di altri soggetti totalmente privi di requisiti, da loro stessi individuati, al fine di poter richiedere finanziamenti.
Addirittura, per conto delle ditte coinvolte (loro malgrado), i truffatori indicavano sulla falsa documentazione recapiti telefonici della stessa cooperativa o di altre utenze in uso agli associati. In tal modo venivano confermati alle finanziarie, i cui addetti solitamente facevano chiamate di riscontro, i dati comunicati loro dai richiedenti dei prestiti. Poi, per non far bloccare il finanziamento, pagavano le prime due rate.
Nell’ambito della stessa attività investigativa sono state indagate in stato di libertà altre 20 persone (alcune di nazionalità straniera), a vario titolo beneficiarie dei finanziamenti illecitamente ottenuti.
Sono state accertate 24 truffe, sette delle quali hanno riguardato l’acquisto di autovetture, per un valore complessivo di circa 200.000 euro. Sei le società finanziarie truffate, dislocate in Toscana e Lombardia (e una collegata anche a Poste Italiane). E il conteggio delle truffe potrebbe non essere finito qui: i carabinieri, per non inquinare le indagini, a un certo punto hanno fermato le operazioni.
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