La manifestazione
Terremoto nel Ccn, Chimenti si dimette
Lo storico presidente del Centro commerciale naturale di Montecatini, stufo dei continui rinvii, sbatte la porta alla vigilia di “Sere d’estate”
MONTECATINI. Si dice «al capolinea» di una situazione non più sostenibile che si «trascina da tempo» e indica l’atteggiamento ostruzionista di taluni consiglieri quale principale causa della sua decisione. Così Claudio Chimenti, anima del Centro commerciale naturale, dopo l’ennesimo consiglio che «si è riunito senza decidere nulla», ha preso carta e penna e comunicato (anche al sindaco e alle associazioni del commercio) le sue dimissioni da presidente.
Un terremoto che arriva a poche settimane dall’inizio dei mercoledì sera dello shopping (la data scelta è quella del 24 giugno, per poi andare avanti fino a fine agosto). E per far saltare nervi (e poltrona) al buon Chimenti, che di pazienza sembra averne avuta da far concorrenza a Giobbe, l’aria che tira dentro il Ccn deve essere davvero pesante. «Non ci sono più le condizioni per andare avanti – ci dice sconsolato – in quanto ogni mia idea non è più in sintonia con quelle della maggioranza del consiglio. Non ne posso più di continui rinvii, impasse e decisioni non prese, tanto più che siamo già in ritardo per le “Sere d’estate” e devo dare risposte alle aziende che collaborano con noi e che mi chiamano dalla mattina alla sera: no, non me la sento più, preferisco farmi da parte».
Un problema non da poco, dato che tanti commercianti aspettano le aperture notturne del mercoledì per recuperare quella fetta di fatturato che manca un po’ a causa della crisi, un po’ per il caldo che allontana la clientela nei pomeriggi estivi. «In consiglio si discute su tutto – spiega Chimenti – su quando aprire i negozi di sera, se farlo solo dopo i saldi, sul programma degli eventi collaterali». E proprio su quest’ultimo aspetto Chimenti punta il dito. «C’è chi vorrebbe concentrare tutte le risorse sulla promozione, senza preoccuparsi di organizzare spettacoli o concerti che io invece ritengo fondamentali per portare gente in strada di sera».
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L’ormai ex presidente del Ccn ricorda per esempio manifestazioni che hanno portato migliaia di persone in città, dalla Belle Epoque (la sfilata di auto d’epoca) al raduno delle Harley Davidson, dalla famosa “ballerona” (che tante polemiche suscitò) alla Città del Natale. «Si pensi – dice – che c’è chi mi ha detto che per le Feste la città era deserta. Come fa a non passare la voglia di fare qualcosa?». Un “qualcosa” che, peraltro, significa tanto impegno e zero soddisfazioni economiche, visto che si tratta di un incarico poco più che di volontariato. «Ormai – dice Chimenti - sono diventato come il presidente di un cda di una società che deve fare tutto ciò che i consiglieri desiderano, un mero esecutore di volontà altrui. Non fa per me». Il nuovo consiglio del Ccn è attivo dallo scorso marzo: sono 12 i membri, tra i quali i vicepresidenti Enrico Ciardi e Paola Rosellini. «Ma i problemi – spiega Chimenti – ci sono stati anche coi vecchi consiglieri, mentre alcuni non si vedono da mesi alle nostre riunioni. E pensare che a marzo non mi volevo ricandidare, ma mi hanno poi fatto cambiare idea dicendomi che le cose avrebbero preso un’altra direzione. Solo che è stato sbagliato verso».
«Tornare sui miei passi? – conclude Chimenti – Così non ci sono le condizioni, a meno che qualcuno non si faccia da parte».
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