Sicurezza
Meno Tasi, più Imu Il Comune fissa le tariffe per il 2015
Per i cittadini di Pescia cambierà solo la voce di pagamento ma complessivamente pagheranno le stesse tasse
PESCIA. Sono stati approvati, in consiglio comunale i primi provvedimenti relativi ai tributi locali per l’anno 2015 la cui scadenza è fissata per il 16 giugno. L’assemblea cittadina ha infatti deliberato l’approvazione delle aliquote Tasi (tassa sui servizi) e Imu (imposta sui fabbricati diversi dall’abitazione principale) e i regolamenti su Cosap (il Canone occupazione suolo pubblico) e Tari (tassa sui rifiuti). Infine, sono state approvate le modalità di ripiano del disavanzo derivante dall'accertamento dei residui. Per quanto riguarda la Tasi, l'assessore alle finanze Roberto Peria ha annunciato per quest'anno «novità piuttosto importanti», anche in vista della nuova tassa unica comunale, la Iuc (imposta unica comunale), che arriverà col bilancio 2016.
«Per semplificare la vita dei cittadini – ha spiegato Peria – abbiamo deciso di non mantenere la Tasi, se non per alcune fattispecie per cui era necessario. Ovviamente questa decisione non comporta uno sconto fiscale, ma una diversa distribuzione del carico fiscale tra un tributo e l'altro, vale a dire tra Tasi e Imu». In particolare la Tasi è stata eliminata per tutte le situazioni, tranne tre, compresa quella che interessa gran parte dei cittadini, ossia la prima casa, dove rimane un'aliquota del 2,5 per mille (la stessa dello scorso anno). Resta inoltre la Tasi per i fabbricati rurali a uso strumentale (non soggetti a Imu) e i fabbricati costruiti e destinati dall'impresa costruttrice alla vendita con un'aliquota fissata all'1 per mille (invariata rispetto allo scorso anno).
Diversa, invece la determinazione delle aliquote Imu, dovuta all'inglobamento nella stessa della Tasi. In particolare le abitazioni di lusso passano dal 5,5 per mille dell'anno scorso al 6 per mille di quest'anno. I negozi e i laboratori di arti e mestieri dall'8,6 per mille al 9,6. I comodati da padre in figlio dal 7,6 per mille all'8,6. Le abitazioni locate con regolare contratto dal 9,3 per mille al 10,3 e infine i terreni agricoli dal 7,6 per mille all'8.6.
Per quanto riguarda il disavanzo del Comune, Peria ha dichiarato che «si potrebbe rientrare dal debito in dieci anni, forse anche prima», tutto dipende dalla capacità del Comune di incassare.
«Non basta accertare – ha sottolineato a questo proposito il responsabile del bilancio – ma bisogna portare i soldi nel cassetto, perché se invece di andare in avanzo e procedere con la progressiva riduzione dei debiti si andasse in disavanzo, il Comune potrebbe rischiare di essere commissariato» e questa spada di Damocle graverà sulla testa non di uno, ma di ben sei sindaci.
Il Comune, infatti, attualmente ha in essere due piani di riequilibrio che si sovrappongono. Il primo è quello da 3 milioni e 440.000 euro della passata giunta Marchi, già in parte ridotto, il secondo è quello per la gestione del disavanzo tecnico che parte dal 2015 e arriva al 2045, varato dalla giunta Giurlani solo poche settimane fa.
«Sommando le somme derivanti dai due piani di riequilibrio quest'anno la cifra per ripianare il bilancio è intorno ad 1 milione e 200.000 euro – ha ricordato Peria, sottolineando il grosso sforzo sostenuto dall'amministrazione Giurlani nel calcolare una cifra superiore di circa il doppio rispetto a quella dovuta per legge – per gli anni avvenire la cifra si attesterà intorno ai 700.000 euro per i prossimi 7-8 anni e scalerà a circa 237.000 una volta chiuso il piano di riequilibrio della giunta Marchi».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
