I soldi in cassa ci sono ma il Comune non può comprarsi il pulmino
Paradossi del patto di stabilità: Chiesina Uzzanese sarà costretta a esternalizzare il servizio di trasporto scolastico
CHIESINA UZZANESE. Regole assurde con effetti paradossali. Stiamo parlando del cosiddetto patto di stabilità, croce (senza alcuna delizia) delle amministrazioni locali, e, paradossalmente, soprattutto di quelle che riescono a comportarsi da formiche piuttosto che da cicale. Un caso paradossale è quello che arriva da Chiesina Uzzanese, primo comune della provincia ad aver approvato il bilancio di previsione.
Ebbene, il Comune non può investire un centesimo. E sì che i soldi ci sarebbero, e tanti. Però – per fare un esempio – non può asfaltare una strada (e sì che ce ne sarebbe bisogno) perché quei soldi non si possono toccare. Quindi resta il problema e, contemporaneamente, si impedisce anche di creare del lavoro. Ma il caso più assurdo, l’esempio perfetto, è quello del pulmino per la scuola. Il Comune ne dovrebbe comprare uno nuovo, e non solo ha già i soldi, ma può anche contare su un contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Pistoia e Pescia. Ma... il patto di stabilità vieta al Comune di utlizzare il denaro (che, ribadiamo, già possiede), quindi non solo è costretto a rinunciare al contributo della fondazione (beffa numero uno), ma addirittura, non potendo più garantire il servizio con i proprio mezzi, è costretto a esternalizzare il servizio, facendo lievitare i costi (beffa numero due).
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«Il nuovo metodo del calcolo del patto di stabilità per il 2015 – spiega il sindaco Marco Borgioli – non permette al nostro ente di spendere un solo euro in spese di investimento, nonostante un avanzo di amministrazione di oltre 850.000 euro. La sostanza è che un ente virtuoso come il nostro, che oltretutto non ha debiti perché ha estinto tutti i mutui, non può spendere un euro in strade, marciapiedi, piazze, illuminazione, progettazione e tutto quanto rientri nelle spese di investimento. In un panorama di questo genere l'unica soluzione percorribile sarebbe stata ovviamente, dopo aver tagliato qualsiasi spesa, aumentare le entrate e quindi la tassazione. Ma in una situazione economica come quella attuale non ce la siamo sentita di andare a colpire ancora una volta i cittadini ed abbiamo deciso di mantenere le tasse e le tariffe invariate rispetto allo scorso anno, fra le più basse della provincia. Questa scelta, ovviamente, a parte quanto detto per la mancanza di investimenti, comporterà la poca disponibilità di risorse per le semplici spese ordinarie di gestione e manutenzione».
Ma almeno, sul fronte sociale, qualcosa è satto possibile fare: «La scelta di non aumentare le entrate, con le tariffe per i servizi a domanda individuale addirittura ferme al 2006 – continua Borgioli – non ci ha impedito di conservare gli stanziamenti per il sociale, e per questo abbiamo ricevuto il plauso da parte dei sindacati, con il contributo per gli affitti a 40.000 euro oltre a quanto erogato dalla Regione, con i contributi per 20.000 euro ai cittadini in difficoltà oltre a quanto destinato dalla Società della Salute, con i 20.000 euro per i buoni di acquisto comunali. L'unico leggero aumento, ma non dipende da noi, è sulla Tari (raccolta rifuti) dovuto in massima parte all'aumento delle quantità raccolte nei cassonetti, dovute purtroppo al perdurante fenomeno di abbandono da parte dei residenti dei comuni limitrofi, fenomeno che potrà finire solo con il passaggio alla raccolta porta a porta, una volta terminata la gara in corso di espletamento per il centro Toscana. E' stato comunque previsto, come per gli scorsi anni, un fondo per aiutare chi si ritrovasse in difficoltà per il pagamento».
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