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Onori e Taddei concorrenti per portare una voce critica

Onori e Taddei concorrenti per portare una voce critica

UZZANO. Se l'aspettavano Marco Onori e Alessandro Taddei. Sapevano di avere poche possibilità di vittoria in paese. Ma hanno affrontato la sfida senza risparmiarsi. Sono entrambi eletti, nelle file...

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UZZANO. Se l'aspettavano Marco Onori e Alessandro Taddei. Sapevano di avere poche possibilità di vittoria in paese. Ma hanno affrontato la sfida senza risparmiarsi.

Sono entrambi eletti, nelle file della minoranza, con il primo accompagnato da altri due consiglieri della stessa lista. Onori, candidato sindaco della coalizione di centrodestra (Forza Italia, Fratelli d'Italia-Alleanza Nazionale, Lega Nord, lista civica “L'altra Uzzano”), ha ottenuto il 15,43 per cento (402 voti totali).

L'imprenditore 62enne non è abbattuto, anzi: «Avevo scommesso con amici di raggiungere al massimo il 6 o 7 per cento dei voti. Ho preso invece oltre il 15 per cento, non posso che esprimere soddisfazione per questo risultato. Sono contentissimo, essendo da anni in politica ero consapevole che a Uzzano sarebbe stato molto difficile spezzare l'egemonia decennale della sinistra. Io ci ho provato e qualche voto oltre le previsioni l'ho anche ottenuto. Ora, insieme ai miei due colleghi eletti, per cinque anni farò girare la testa all'amministrazione comunale, sono certo che la maggioranza non mi vorrà più vedere».

Molto più pacato e dispiaciuto Taddei, ingegnere di 63 anni portavoce della lista civica “Noi cittadini per Uzzano”, che ha chiuso con il 10,01 per cento (261 voti).

«Purtroppo con un solo seggio possiamo fare ben poco – spiega Taddei – se fossi risultato eletto insieme a un altro componente della lista il discorso sarebbe stato diverso. Ci proponevamo di essere una voce critica ma dialogante in consiglio, per analisi, proposte e osservazioni sulla vita del paese. La vittoria del Pd era scontata, ma noi speravamo di ottenere maggiori consensi, abbiamo lanciato un segnale di lontananza dai partiti tradizionali ma evidentemente i cittadini non hanno reagito. Probabilmente gli uzzanesi vogliono mantenere inalterata la situazione, senza provare a cambiare con idee e uomini nuovi».

Luca Signorini

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