Il dolore
Travolto dal treno a Pieve
Pensionato morto mentre con la bici attraversa il passaggio a livello di via Marconi
PIEVE A NIEVOLE. Probabilmente il treno lo ha anche visto, e si è fermato prima di attraversare i binari, ma questo non è bastato a evitare la tragedia. Un’abitudine di molti, quella di non fermarsi e attendere davanti alle sbarre abbassate, è costato la vita, ieri mattina, a Renato Cerri, 84 anni, pensionato residente in via delle Cantarelle a Pieve.
Erano da poco passate le 11 quando al passaggio al livello “piccolo” di Pieve, quello che divide in due il primissimo tratto di via Marconi tra via Matteotti e via Roma, si è verificato l’incidente mortale. Secondo la prima ricostruzione l’uomo, che viaggiava con la sua bicicletta, arrivava da via Matteotti e, intenzionato ad andare dall’altra parte della ferrovia, probabilmente diretto a casa, non ha atteso che le sbarre si rialzassero. Ha piegato la bici ed è passato sotto la sbarra.
Proprio in quel momento, proveniente da Viareggio e diretto a Firenze, stava passando il treno regionale 3053. Il locomotore non procedeva nemmeno ad altissima velocità: era appena ripartito dalla stazione di Montecatini e solo dopo aver attraversato il secondo passaggio a livello, quello di via Buonamici, avrebbe iniziato ad accelerare (e infatti dopo l’incidente l’intero convoglio si è fermato in pochi metri). Non solo, ma il treno non avrebbe nemmeno colpito direttamente l’uomo, bensì la sua bicicletta, troppo sporgente sulle rotaie (bici che dopo l’urto è rimasta agganciata a un respingente anteriore della motrice). A uccidere l’uomo sarebbe stato dunque il contraccolpo violento, che lo ha mandato a colpire violentemente il bordo della massicciata ferroviaria dopo un volo di alcuni metri.
Tra i primi a intervenire i componenti del personale del treno, che però si sono resi conto che ormai non c’era nulla da fare. L’uomo era morto sul colpo. Sul posto è intervenuto il personale della polizia ferroviaria, che ha fatto intervenire l’automedica di Montecatini per la costatazione di morte. Dopo il via libera del magistrato la salma dell’uomo è stata trasportata all’obitorio di Pistoia, in attesa di una decisione su un’eventuale autopsia (per questo non è stato ancora reso noto quando saranno celebrati i funerali).
Renato Cerri era molto conosciuto a Pieve a Nievole, così come la sua famiglia (il fratello Fernando era stato un calciatore della Pistoiese, dove aveva militato a cavallo tra gli anni Cinquanta e Sessanta).
L’incidente, come prevedibile, ha avuto pesanti conseguenze anche sul traffico ferroviario, che lungo la linea Pistoia-Montecatini è rimasto bloccato per quasi due ore (i treni hanno ripreso a circolare regolarmente dalle 12,50). I convogli provenienti da Firenze sono stati fatti fermare a Pistoia, e quelli che arrivavano da Viareggio e Lucca si sono fermati a Montecatini, mentre le ferrovie sono riuscite a reperire in tutta fretta due bus per fare la spola tra la città termale e il capoluogo.
Nonostante l’incidente si sia verificato in un orario di relativa calma, con un passaggio limitato di treni, sono stati una diversi i disagi. Il bilancio finale di Trenitalia parla di due treni soppressi del tutto, altrettanti che hanno subito ritardi consistenti e di otto convogli che, invece, hanno potuto fare solo una parte del percorso (fermandosi appunto o a Pistoia o a Montecatini) consentendo ai viaggiatori di completare il viaggio solo grazie all’abbinamento con i pullman.
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