Il dolore
Asilo, tempi stretti per una soluzione
I genitori, riuniti in comitato, insistono per una riunione con il Comune sui tagli
MONSUMMANO. Esprimono “delusione e sconforto” i genitori dei bambini iscritti all'asilo nido comunale di via della Resistenza. Perché le dichiarazioni dell'amministrazione («sul taglio dell'orario d'uscita dalle 16 alle 14 dobbiamo fare alcune riflessioni», aveva detto al Tirreno l'assessore all'istruzione Barbara Dalla Salda) «ci stanno creando tanto disagio, non sappiamo ora come organizzarci con i nostri figli».
«A noi non ci interessa protestare e fare confusione, vogliamo soltanto trovare una soluzione a questa vicenda – spiega Barbara Parente, portavoce dei genitori – per questo abbiamo rivolto un invito ufficiale protocollato e rivolto a sindaco, assessore e responsabili dell'ufficio scuola per convocare una riunione dove confrontarci. Aspettiamo in tempi brevi una risposta. Ci siamo riuniti in un comitato e stiamo inoltre preparando un documento da sottoporre all'attenzione del Comune con le possibili soluzioni da adottare per non ridimensionare in modo così drastico l'orario dell'asilo». I genitori lamentano che la comunicazione del taglio al tempo didattico sia arrivata “senza preavviso” nella lettera di re-iscrizione recapitata alle famiglie martedì, quando il termine ultimo per l'adesione andava in scadenza nella giornata di ieri (ma, a questo punto, è già in vigore una proroga).
E poi se la prendono con le modalità utilizzate dall'amministrazione per affrontare la questione: «Ci chiedono i nomi e le motivazioni di chi ha necessità di tenere il figlio al nido fino alle 16 – prosegue Parente – ma la spiegazione è semplice e dovrebbero saperla: perché noi lavoriamo. Inoltre, anche se volessimo portare il bambino in un altro nido comunale i tempi sono molto stretti e le iscrizioni stanno per chiudersi, se non lo sono già. Nel caso di una struttura privata, noi che facciamo parte di una graduatoria di continuità non possiamo neppure usufruire dei voucher regionali che danno diritto a delle agevolazioni sulla quota della retta mensile, che è molto più salata di un asilo pubblico».
Ma c'è dell'altro: «A differenza di quanto dichiarato, non sono le educatrici ad andare in pensione, e non ci andranno almeno per i prossimi 2-3 anni. In pensione ci andrà una collaboratrice scolastica: dobbiamo trovare il modo di sostituirla, anche part-time. Mi sembra che il Comune voglia soltanto prendere tempo senza affrontare il problema». La discussione prosegue: in attesa del vertice (forse) chiarificatore genitori-Comune.
Luca Signorini
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