Il Tirreno

Montecatini

Taglio all’orario dell’asilo nido, niente retromarcia

In un primo tempo sembrava che il Comune ci avesse ripensato ma l’assessore ha chiesto tempo per una ulteriore riflessione

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MONSUMMANO. Sembrava arrivato l'immediato contrordine del Comune, poi, dopo un rapido consulto (probabilmente un giro di telefonate), l'altolà. Sulla riduzione dalle 16 alle 14 dell'orario di uscita dall'asilo nido l'amministrazione «dovrà fare delle approfondite riflessioni». Nella giornata di ieri era quasi rientrato il problema, sollevato con gran trambusto dai genitori che, una volta ricevuto martedì l'avviso dal Comune che informava del taglio all'orario, si erano recati in municipio alla ricerca di spiegazioni.

A un certo punto pareva che nulla dovesse cambiare, con la possibilità anche per il prossimo anno didattico di lasciare i pargoli al Palloncino Rosso fino alle 16. E invece, dal possibile mea culpa e veloce passo indietro, ecco trapelare una certa cautela. Così l'assessore all'istruzione Barbara Dalla Salda: «Nei prossimi giorni prenderemo in considerazione le richieste e le esigenze delle famiglie che hanno necessità di lasciare il proprio figlio all'asilo fino alle 16, dovrebbero essere una decina su 61 bimbi iscritti. Successivamente faremo le nostre valutazioni a livello di giunta. Raccogliamo le domande e decideremo sul da farsi».

È una questione di soldi e di mancate assunzioni: «La struttura di via della Resistenza, tra stipendi e gestione, costa al bilancio del Comune 700.000 euro all'anno e rischia di finire come per il trasporto scolastico (che è stato completamente esternalizzato ndr) - spiega Dalla Salda – io nel regolamento della prima infanzia, che recepisce le indicazioni della Regione, avrei inserito anche un prolungamento dell'orario fino alle 18. Mi sono però dovuta scontrare con la realtà: oltre alla spesa annua, abbiamo il blocco delle assunzioni di dipendenti comunali fino al 2017, alcuni pensionamenti di educatrici e anche l'impossibilità di proporre delle sostituzioni temporanee di personale. Non possiamo lasciare una maestra da sola con 15 bambini, e più l'orario è lungo più è complicato offrire un servizio adeguato. La riduzione di orario ci consentirebbe di garantire comunque il proseguimento del servizio, senza affidarlo in esterno (che significherebbe costi maggiori per le famiglie ndr)».

«Devo inoltre fare delle precisazioni su quanto ho letto e sentito – sottolinea l'assessore – perché la coordinatrice pedagogica era stata informata preventivamente su quanto deciso e anche sul carattere sperimentale del taglio, da proporre solo nel prossimo anno scolastico valutando in seguito se renderlo o meno definitivo». Tant'è, la discussione è appena partita. Il Comune riceverà le domande e poi valuterà. Ma le famiglie, quasi con certezza, dovranno iniziare a guardarsi intorno: l'asilo nido comunale è destinato a un ridimensionamento.

Luca Signorini

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