Il Tirreno

Montecatini

Lite in famiglia

Prorogato di poco più di un mese lo sfratto del pensionato

Luca Signorini
Di spalle il pensionato sfrattato
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Di spalle il pensionato sfrattato

Monsummano: l’uomo costretto dalla madre ad abbandonare la casa in cui vive

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MONSUMMANO. Avrà tempo fino a martedì 7 luglio per lasciare la casa dove abita il pensionato di 66 anni, residente a Monsummano, sfrattato dalla madre, che è proprietaria dell'immobile in cui vive attualmente.

È una storia di gravi dissapori familiari che finiscono in un'aula di tribunale. Nel primo pomeriggio di mercoledì 27, nell'appartamento dove l'uomo ha in pratica sempre vissuto (con eccezione di una permanenza di qualche anno in affitto a Montecatini), si è presentato l'ufficiale giudiziario con in mano la sentenza definitiva del giudice.

Sul posto anche i carabinieri della stazione cittadina accorsi per evitare che la situazione, piuttosto delicata, degenerasse. Lo sfratto, che come sembra è stato voluto dall'anziana madre, doveva essere immediato. Ma il comportamento composto del pensionato, unito all'intermediazione del suo legale, ha persuaso il funzionario mandato dal tribunale nel concedere una proroga: nel giro di poco più di un mese, però, l'uomo dovrà fare le valigie, organizzare il trasloco e trovare una nuova sistemazione per lui e la compagna.

In questo periodo gli avvocati delle parti in causa proveranno anche a far rientrare il contenzioso e a trovare una soluzione civile alla vicenda.

«Io non posso andare in Versilia nelle proprietà di famiglia – racconta l'uomo – perché una casa è stata donata con atto del notaio a mio fratello, e l'altra casa, che era destinata a me, è stata venduta a mia insaputa, nonostante avessi speso negli ultimi anni ben 150.000 euro per rimetterla a posto, soldi che nessuno mi ha restituito. Non posso stare qui a Monsummano, perchè un appartamento è stato donato sempre a mio fratello, e in quello dove abito mi stanno buttando fuori, visto che mia madre vorrebbe tornare qui a vivere. Potrei forse sistemarmi nella casa paterna che si trova sempre in città, ma la proprietà è divisa in tre parti e sono sicuro che mia madre e mio fratello faranno di tutto per rendermi la vita impossibile, oppure decideranno di farmi pagare l'affitto, che io non posso permettermi, né qui né altrove».

«Per fortuna – conclude il pensionato – ho avuto questa proroga, ma non credo che la situazione si risolverà in mio favore». 

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