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Plastica, rifiuti e pesci morti nel rio

Plastica, rifiuti e pesci morti nel rio

Pescia, l’allarme dei residenti di Medicina per il rio San Rocco: la corrente trascina gli scarti delle cartiere

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PESCIA. Plastiche, gomma e anche brandelli di pesci. Si possono vedere lungo il Rio di San Rocco, sulla via di Medicina dove il fiume si biforca in due tronconi. Il Rio di San Rocco è l'affluente destro della Pescia Maggiore. «Un tempo ci si pescava molta roba - racconta un residente della montagna - oggi, però, sono scomparse molte varietà e spesso mi è capitato persino di rinvenire carcasse di natanti».

Le ragioni sono presto dette. Con le forti piogge e la forza della corrente, l'acqua scorrendo ai lati ha eroso la roccia e ha trascino con sé gli scarti di lavorazione delle cartiere. Negli anni ’60-’70 le industrie erano libere di inquinare quanto volevano, le cartiere sversavano illegalmente le sostanze tossiche delle lavorazioni provocando la moria di pesci e di vegetazione.

Un grande ammasso di scarti, oggi, è depositato nel letto di quel rio a circa 2,5 chilometri a monte rispetto al Pescia, ma se non si interviene tempestivamente - è l’allarme che lanciano i residenti - la corrente li trascinerà a valle ampliando così le dimensioni del danno ambientale.

 

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