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La mamma decide di sfrattare il figlio

luca signorini
 La mamma decide di sfrattare il figlio

Monsummano, gli ufficiali giudiziari bussano alla porta dell’uomo che rischia di non avere un tetto

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MONSUMMANO. Quando i dissapori all'interno di una famiglia non si ricompongono, rischiano di finire in un'aula di tribunale con esiti talvolta imprevedibili.

E' il caso della storia che racconta un pensionato di 66 anni residente in città, che è ai ferri corti con l'anziana madre di oltre novanta anni e con il fratello di poco più giovane.

L'uomo, infatti, già la mattina del 27 maggio, potrebbe ritrovarsi fuori dalla casa dove in pratica ha sempre vissuto, ma di proprietà della madre.

«Qui a Monsummano abbiamo tre abitazioni - racconta il pensionato - quella paterna, dove mia mamma abita, e altri due appartamenti confinanti, destinati a noi figli: in uno vivo io da quando mi sono sposato e anche dopo la separazione, nell'altro vive mio fratello con la sua famiglia. Da poco tempo ho scoperto che a mio fratello è stato firmato dal notaio l'atto di donazione, e quindi quella casa è ora di sua proprietà».

L’uomo lamenta il fatto che non sia stato osservato nei suoi confronti, questa almento è la sua versione, lo stesso trattamento.

«Adesso - prosegue - mia madre ha deciso che vuole venire a vivere nell'appartamento da me occupato, si è rivolta a un avvocato per cacciarmi fuori di qui. Negli scorsi mesi è già venuto un ufficiale giudiziario per un sopralluogo, domani (il 27 maggio appunto, ndr) ritornerà: io potrei essere costretto a consegnargli le chiavi, e poi non saprei più dove andare».

« In realtà - precisa - ci sarebbe la casa paterna, che dopo la morte di mio padre è divisa in tre proprietà: quella mia, quella di mio fratello e quella di mia madre. Potrei sistemarmi in quell'abitazione, ma visto cosa mi sta succedendo so che non durerà: faranno di tutto per buttarmi fuori anche da lì con qualsiasi stratagemma, oppure facendomi pagare l'affitto, che io non posso permettermi».

Questa storia di dissidio familiare da Monsummano si sposta nella zona di Viareggio. Perchè anche in Versilia la famiglia ha due immobili di proprietà, anzi da qualche tempo soltanto uno: proprio l'appartamento destinato al pensionato che denuncia la situazione, sarebbe stato venduto a sua insaputa dalla madre e dal fratello.

«Anche a Viareggio è successa la stessa cosa di Monsummano - continua l'uomo - due case destinate a noi figli, una di queste donata con atto ufficiale del notaio a mio fratello e l'altra, quella da me occupata, venduta per una bella somma con i soldi ricavati divisi probabilmente tra i miei familiari. Io in quell'appartamento, dal 2005, ho speso ben 150.000 euro per risistemare i pavimenti, l'impianto idraulico, i muri e altri lavori. E poi scopro che ha un nuovo proprietario. Tra l'altro in un ripostiglio, di cui solo io ero in possesso della chiave, avevo gli oggetti, la biancheria e gli utensili per arredarla e metterla in affitto durante il periodo estivo. E mi ritrovo la porta divelta e la stanza svuotata. Io che su tutte queste case ho sempre pagato le tasse al 50 per cento insieme a mio fratello, con gli affitti che se li intascava mia madre. E ora rischio di rimanere senza un letto e un posto dove andare».

 

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