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John l’americano all’assalto delle Terme di Montecatini

David Meccoli
Giovanni Fiori (a sinistra) il giorno dell'insediamento alle Terme con l'assessore regionale Cocchi e il sindaco Severi (Foto Nucci)
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Giovanni Fiori (a sinistra) il giorno dell'insediamento alle Terme con l'assessore regionale Cocchi e il sindaco Severi (Foto Nucci)

Giovanni Fiori, già amministratore unico dal 2008 al 2010 della società, in pole position nel caso di cessione della gestione

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MONTECATINI. Una città sempre alla ricerca di un “salvatore” che arrivi da lontano forse non si è accorta che per risollevare le sorti del suo bene più prezioso, le terme, il “settimo cavalleggeri” ce l’ha in casa. Certo, non è un montecatinese doc, ma Giovanni Fiori (per gli amici Gianni o “John”, per i suoi lunghi trascorsi nelle aziende a stelle e strisce) vive ormai in città da tanti anni.

Dopo essere stato amministratore unico delle Terme dal giugno 2008 al giugno 2010, Fiori non ha dimenticato il suo grande amore per la società di viale Verdi e a chi lo conosce bene non avrebbe nascosto l’intenzione di provare a tornare negli uffici della Palazzina Regia. Stavolta, però, per prendersi tutta la torta. O meglio, la gestione, visto che l’azienda resterebbe saldamente in mano pubblica, Comune e Regione, che hanno però a più riprese detto di volersi sganciare dalla fase operativa affidando a un privato la gestione degli stabilimenti (sebbene nell’ultima uscita montecatinese il presidente uscente della Regione, Enrico Rossi, abbia detto che “talvolta il pubblico riesce a far meglio del privato”).

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Per arrivare alle Terme l’“Americano” (che da amministratore unico si accontentò di uno stipendio da 36mila euro lordi, lui che è sempre stato ai primi posti nelle dichiarazione dei redditi a Montecatini) ha optato per una manovra di accerchiamento che parte da lontano. Fu intanto uno dei pochi che mise da parte le chiacchiere e scelse di acquistare in prima persona le obbligazioni societarie (di fatto prestando i suoi soldi all’azienda) e poi ha iniziato una lunga azione di mecenatismo che lo ha portato a presiedere il festival Estate Regina (dal 2012), a ideare il festival della cultura italo-russa Oci Ciornie e a finanziare di tasca propria (con 5mila euro) borse di studio universitarie (con l’obiettivo di dare validazione scientifica alla fangoterapia termale) e la pubblicazione “Le Terme di Montecatini in cartolina” (nel 2013).

E prima dell’assalto finale alla “fortezza Terme” Fiori ha messo a segno un altro colpo: dopo una lunga trattativa ha acquistato Villa Patrizia a Montecatini Alto (che ha poi ceduto in gestione alla Bk1) dalla famiglia Cardelli, che a sua volta si è preso (proprio dalle Terme) il teatro Verdi.

E da tempo avrebbe messo gli occhi su un grande albergo. Ma il Tettuccio, e probabilmente ancor di più le future Leopoldine, restano il vero amore di “John”, che dopo una vita da giramondo (dopo gli Usa i suoi interessi economici, quasi tutti nel campo dei pezzi di ricambio per le case automobilistiche e del gas, lo hanno portato in Polonia, Germania e negli ultimi anni in Cina) vorrebbe provare nuovi stimoli e tornare a scrivere la storia nella “sua” Montecatini.

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