La protesta
Fioriere al posto dei dissuasori di sosta in via Cavallotti
Montecatini, via i blocchetti di travertino al centro delle polemiche (perché ritenuti pericolosi) grazie anche al contributo degli albergatori
MONTECATINI. Via i blocchetti parapedonali in travertino da via Cavallotti, al loro posto in arrivo una cinquantina di fioriere, più della metà delle quali grazie all’intervento diretto (leggasi “economico”) degli albergatori. Alcuni dissuasori della sosta, soprattutto quelli nella parte iniziale della strada (partendo da corso Matteotti), sono infatti già spariti dalla strada con la maggior concentrazione di alberghi di tutta la città, forse divelti dai vandali, oppure danneggiati dalle auto o magari più semplicemente rimossi dall’impresa di costruzioni Ciro Menotti, incaricata dal Comune di realizzare il progetto “Città Nuova”.
I blocchetti sono, da quando hanno fatto il loro ingresso in via Cavallotti, al centro di polemiche, soprattutto a causa della loro supposta pericolosità: spigolosi, alti pochi centimetri e poco visibili per pedoni e automobilisti, sarebbero stati la causa di alcuni incidenti (con tanto di gomme di auto e furgoni spaccate) e rovinose cadute.
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Da qui i primi approcci tra Apam (la maggioranza delle strutture alberghiere della strada è a loro associata) e amministrazione comunale. L’associazione, che fin da subito aveva apertamente bocciato la scelta dei blocchetti in travertino (la cui adozione era invece stata caldeggiata dalla Soprintendenza), ha proposto al Comune un arredo urbano alternativo, più gradito dagli operatori. Dato che a breve l’impresa Menotti posizionerà, come da capitolato dei lavori, una ventina di cestini e di fioriere quadrate (55 x 55 cm.) in finto corten (dalla tonalità cromatica ossidata), perché non aggiungerne altre, anche se di diversa tipologia?
«Stiamo lavorando – ci conferma il direttore dell’Apam Massimo Giusfredi – per trovare una soluzione da proporre all’amministrazione, ma abbiamo già ricevuto la condivisione da parte della maggior parte degli albergatori presenti sulla strada. In pratica, grazie al regolamento sulla partecipazione civile, il soggetto privato (non solo, quindi, gli operatori e ci farebbe piacere che a intervenire fossero anche i cittadini) può acquistare di tasca propria un elemento di arredo, per poi cederlo al Comune in cambio dell’esenzione del pagamento del suolo pubblico. La manutenzione delle fioriere spetterà poi ai giardinieri comunali, ma nulla vieta che il privato possa contribuire, visto che saranno posizionate davanti alla sua struttura o abitazione». Da qualche settimana l’Apam si è quindi messa alla ricerca di un adeguato arredo: in totale le fioriere (140 x 50 cm) dovrebbero essere una trentina e sommate a quelle “istituzionali” si salirebbe pertanto a 50, coprendo l’intero tratto di strada.
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