Italia
Caso San Domenico: Cgil ancora all’attacco del consorzio
PESCIA. Prosegue il botta e risposta tra Cgil e consorzio Cori sulle condizioni di lavoro dei dipendenti del San Domenico. Secondo il consorzio, di cui fa parte la cooperativa Terranuova che dal...
PESCIA. Prosegue il botta e risposta tra Cgil e consorzio Cori sulle condizioni di lavoro dei dipendenti del San Domenico. Secondo il consorzio, di cui fa parte la cooperativa Terranuova che dal primo marzo è subentrata alla Idealcoop nella gestione dei servizi alla casa di riposo, i dipendenti ricevono il regolare pagamento dello stipendio, a differenza di quanto era avvenuto in precedenza.
Secondo la Cgil, invece, gli stipendi vengono sì pagati (del resto si tratta del loro obbligo principale avendo ricevuto le prestazioni dei dipendenti), ma non «in maniera regolare», e tornano a parlare di grave inadempienza contrattuale, perché non sarebbero « applicati correttamente inquadramenti, scatti di anzianità e indennità per lavoro notturno come previsti dal contratto collettivo nazionale del lavoro».
Sugli attacchi personali rivolti dal consorzio alla sindacalista Sara Simboli, la Cgil si riserva di procedere per le vie più opportune, visto che «si opera non a titolo personale, ma su mandato della segreteria provinciale di un'organizzazione sindacale – si legge su una nota ufficiale del sindacato – se per il consorzio Cori interventi a corrente alternata significa che la Cgil attacca alcune aziende sì e altre no, ha ragione. La Cgil attacca quelle aziende che non rispettano i diritti dei lavoratori, non avrebbe motivo di farlo con le altre. Tra l'altro non accettiamo lezioni sull'autonomia della nostra organizzazione, non avendo alcun vincolo politico o di subordinazione col consorzio Cori, vincoli magari a cui il consorzio è abituato per altri».
Sulla vicenda del Don Bosco, tirata in ballo dal consorzio, replica Luisella Brotini della segreteria provinciale: «È vero, l’ispezione della direzione territoriale del lavoro non rilevò irregolarità, ma non perché venivano applicati come da Ccnl scatti di anzianità e livelli contrattuali, ma perché questi non erano applicati in virtù di un accordo sindacale in deroga firmato da altra sigla sindacale. Ma guarda caso, poco dopo quell'ispezione tutto venne ripristinato secondo le corrette norme contrattuali».
La Cgil infine va all’attacco del presidente del cda Nicola Romagnani, definendo la sua posizione quanto meno "discutibile": «Il presidente, anziché vigilare come il suo ruolo gli imporrebbe, sulla corretta applicazione del contratto, assume per verità, difendendola pubblicamente sulla pagina del suo profilo Facebook, quanto sostenuto dal consorzio Cori, che, checché ne dica, è subentrato nell'appalto al massimo ribasso e adesso per non rimetterci si rivale sui lavoratori non applicando correttamente il contratto».
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