Italia
Stipendi pagati, assicurata la continuità del San Domenico
Pescia, dura replica del Consorzio CoRi (subentrato nella gestione della Rsa) agli attacchi della Cgil Chiesto un tavolo a livello regionale «per evitare strumentalizzazioni da chi cerca visibilità elettorale»
PESCIA. «Tutela dei lavoratori o di interessi particolari?». Il Consorzio CoRi di Firenze, di cui fa parte la cooperativa Terranuova, che dal 1° marzo è subentrata alla Idealcoop nella gestione dei servizi alla casa di riposo San Domenico, replica così all'attacco della Cgil, definendolo «gratuito e del tutto infondato». Nei giorni scorsi, infatti, il sindacato si era scagliato contro la cooperativa, accusandola di non applicare il contratto collettivo nazionale di lavoro e di non aver riconosciuto ai dipendenti gli scatti di anzianità pregressi, i corretti livelli contrattuali e le indennità notturne. In più - ha sottolineato il Consorzio CoRi - ha chiamato in causa una vicenda legata ad un altro servizio gestito dallo medesimo Consorzio alla Don Bosco di Pescia.
«Alle illazioni della sindacalista, il Consorzio risponde con i fatti: al Don Bosco di Pescia, nel febbraio 2013 (dopo due anni dall'inizio della gestione da parte del CoRi), la direzione territoriale del lavoro di Pistoia ha svolto un'ispezione che si è conclusa con la totale inesistenza di irregolarità. Al San Domenico è approdato il 1° marzo 2015 dopo essersi aggiudicato una gara alla quale sono state invitate cinque realtà, ma una sola ha partecipato. Se non avesse partecipato il Consorzio CoRi, vi sarebbe stata con ogni probabilità una seria difficoltà a garantire la continuità nell'erogazione dei servizi agli utenti che, giova ricordarlo, sono prevalentemente anziani in condizioni di fragilità.
"In dieci giorni il Consorzio ha riassunto il personale e ha organizzato i servizi per garantire agli ospiti che non vi fosse nessuna interruzione del servizio. Il numero degli ospiti del San Domenico, che era in costante calo negli ultimi tempi, in soli due mesi ha invertito il trend e dai 39 che erano il 1° marzo sono arrivati ad essere 41 (nonostante che dei presenti iniziali ben 8 non siano più presenti per decesso o perché usciti dalla struttura). Il personale in forza al San Domenico ha ricevuto il regolare pagamento dello stipendio, a differenza di quanto era avvenuto in precedenza. Il Consorzio CoRi, a massima tutela degli ospiti, ha provveduto a verificare la sussistenza in capo al personale dei titoli idonei all'esercizio della attività; il risultato è stato allarmante e sintomatico; controlli che nessuno (men che meno la signora Simboli della Cgil che evidentemente procede a corrente alternata) aveva inteso prima effettuare».
Il CoRi dice poi di aver indirizzato una lettera agli interlocutori principali di questa vicenda (sindaco, rappresentanze sindacali, etc.), «affinché possa essere aperto un tavolo a livello regionale per consentire di rappresentare le proprie posizioni senza il dubbio che vengano strumentalizzate da chi, forse per esigenze di visibilità politica in un periodo elettorale, spesso tiene atteggiamenti altalenanti nella tutela dei lavoratori, scagliandosi contro talune imprese e dimenticandosi di altre che sul territorio non applicano i contratti».
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