Gioco
A Monsummano il polo della scuola calzaturiera
La disponibilità di Confindustria annunciata al convegno sul settore. Età media degli addetti troppo alta, bisogna ripartire dalla formazione
MONSUMMANO. “Rilanciare il settore partendo dal lavoro dei giovani, dalla lotta alla burocrazia e facilitando l’accesso al credito”. In diretta via Skype, l’onorevole Edoardo Fanucci è intervenuto dalla Camera dei Deputati al convegno organizzato da Confindustria, Assocalzaturifici e dal Comune di Monsummano sul comparto calzaturiero. Il convegno è stato l’occasione per riflettere sulle prospettive future, offrire un contributo allo sviluppo del settore e al rafforzamento del Made in Italy. "Occorre ripartire dalla formazione - ha detto Fanucci - per non privare l'artigianato di manodopera giovane e preparata".
L’aspetto della formazione è stato ripreso da tutti i relatori, che hanno sottolineato la necessità di inaugurare un dialogo più forte fra le scuole e le imprese. “I numeri sono impietosi - ha spiegato Federico Bartoli, presidente della sezione calzaturiera di Confindustria Pistoia -, l’età media dei nostri lavoratori è troppo alta: non siamo attrattivi per i giovani. C’è la disponibilità di tutto il calzaturiero toscano a creare a Monsummano Terme il Polo della Scuola calzaturiera”, ha annunciato.
“Il distretto della Valdinievole resta un’eccellenza - ha confermato il padrone di casa, Rinaldo Vanni - dobbiamo valorizzare i nostri punti di forza, che sono la manodopera di qualità e una lunga tradizione di impegno in questo settore. Le istituzioni sono al fianco dell’impresa nel processo di trasformazione, ormai necessario”.
Fra i punti di eccellenza c’è il CEQ (Centro Eccellenza e Qualità), come ricorda Giacomo Fioravanti, rappresentante della Commissione calzaturiera di Confindustria. “È un patrimonio di livello nazionale, va sfruttato al meglio e potenziato ancora. Le imprese della scarpa devono unirsi e lavorare in associazione, perlomeno a livello regionale”.
Insomma nonostante le difficoltà, il distretto calzaturiero resta un orgoglio e un punto di forza del nostro territorio. “Rispetto agli anni Novanta, sono calate le imprese - ha ammesso Stefano Morandi, presidente di Confindustria - ma non la qualità, che anzi è cresciuta fortemente. Molte aziende di casa nostra producono per le griffe internazionali”.
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