Finanza
San Domenico, botta e risposta sull’incontro
Pescia: il presidente dice di averlo convocato, la Cgil replica che si riferiva a quello sul futuro dell’ente
PESCIA. «Se la Cgil dice di essere ancora in attesa di un incontro con me per parlare del futuro del San Domenico e del subentro della nuova cooperativa, dice una cosa che non corrisponde al vero».
Il presidente del San Domenico, Nicola Romagnani, sceglie la sua pagina Facebook per replicare alla segreteria provinciale della Cgil, che nella giornata di martedì aveva scritto su un comunicato ufficiale di «essere ancora in attesa di essere convocata a un tavolo di confronto, così come promesso dal presidente Romagnani, per discutere del destino del San Domenico». Notizia, che sempre secondo Romagnani, Il Tirreno non si era preoccupato di verificare, limitandosi ad uno sbrigativo copia e incolla.
Secondo Romagnani l’incontro era stato fissato quasi una settimana prima e la data prescelta, su sua proposta, era quella di giovedì 21 maggio. Ma l’incontro, che si sarebbe dovuto svolgere e che è stato revocato per la mancata adesione della cooperativa Terranova (subentrata alla Idealcoop) era ben altra cosa rispetto alla convocazione a cui faceva riferimento l’organizzazione sindacale.
«All’indomani del pronunciamento del giudice sul decreto ingiuntivo, il presidente Romagnani aveva promesso un tavolo di confronto con tutti i soggetti interessati al destino del San Domenico – ha precisato Sara Simboli (Fp Cgil) – per affrontare la situazione complessiva dell’ente. È quella che noi stiamo ancora aspettando e di fatto non l’abbiamo mai avuta. Non abbiamo, invece, mai negato la disponibilità del presidente Romagnani per l’incontro che si sarebbe dovuto svolgere giovedì, ma che aveva un ordine del giorno ben preciso. Si sarebbe dovuto parlare di organizzazione del lavoro e mancata applicazione delle normative contrattuali nei confronti dei lavoratori».
Due cose ben distinte, dunque: una è, infatti, la richiesta di incontro alla cooperativa, che la Cgil aveva inoltrato anche a Romagnani e per la quale lo stesso aveva dichiarato la propria disponibilità; l’altra è la richiesta di un tavolo di confronto più ampio aperto anche alle altre organizzazioni sindacali (e non solo) e che sembra essere non ancora pervenuta. «Del resto se la cooperativa non rispetta il contratto io ne devo discutere con la cooperativa – ha sottolineato Sara Simboli – pensavo fosse chiaro». Si sarebbe trattato, dunque di un banale malinteso.(m.s.)
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