Il Tirreno

Montecatini

lite legale

Sette famiglie “prigioniere” in casa

Luca Signorini
Il cancello destinato a restare chiuso
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Il cancello destinato a restare chiuso

I residenti del condominio dentro Villa Poggio Uliveto a Montecatini perdono la causa e da giugno la strada di accesso sarà chiusa

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MONTECATINI. Imprigionati nella propria abitazione, senza la possibilità di entrare, e tantomeno di uscire. È la storia di un condominio con sette appartamenti in via della Querceta, all'interno del parco di Villa Poggio Uliveto, oggi rudere edificato negli anni '20, distrutto dai tedeschi durante la guerra e da quel momento abbandonato al suo destino. Solo che, a metà anni '90, l'Immobiliare Francesca qui costruì una palazzina: la posizione e la tranquillità della zona alle pendici di Montecatini Alto spinsero sette famiglie ad acquistare gli appartamenti. Ma quasi subito iniziarono i guai, che oggi sembrano irreparabili.

Un cartello affisso nei giorni scorsi all'unico ingresso della Villa e del condominio, così recita: “Il cancello sarà chiuso e rimarrà tale come da atto notaio Quirici del 1942 ed in ottemperanza alla sentenza del tribunale di Pistoia n. 600 del 21/03/2014 che nega la servitù di passo a far data dal 8 giugno 2015”. Tra una ventina di giorni, quindi, questi residenti non potranno più accedere alle loro case, visto che non esistono altri passaggi, né dal confinante condominio (separato da un muro), né dalla prosecuzione di via della Querceta in direzione istituto Alberghiero (strada troppo stretta per le auto e particolarmente dissestata).

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La questione è di vecchia data. Ci rientrano l'Inps e la società Fienile, proprietari del primo e del secondo tratto di via della Querceta all'interno di Villa Uliveto, il Comune di Montecatini, che ha emesso varie ordinanze per demolire uno spiazzo abusivo unico collegamento tra il viale della Villa e il condominio, e naturalmente l'Immobiliare Francesca, che ha costruito senza pensare alle conseguenze per i futuri proprietari. «Quando venne realizzato lo stabile c'era un altro passaggio da sud, dal palazzo qui sotto – racconta una residente, Filippa Pidone – poi questi proprietari si opposero e fu costruito un muro. Da quel momento l'Inps concesse la servitù di passo e transito dal cancello della Villa. Da fine anni '90 iniziò l'ostruzionismo dell'altro proprietario (società Fienile, ndr) con camion lasciati fermi a bloccare il passaggio, nonostante la Villa sia abbandonata e disabitata. Dal 2003 tutta questa situazione è finita in tribunale, e la sentenza di un anno fa che dispone la chiusura del cancello ci ha tagliato le gambe, con anche una richiesta di 1 milione di euro di danni perché le nostre abitazioni svalutano i terreni e la Villa. Noi però non sappiamo più da dove passare per andare a casa. È una cosa assurda, ridicola e vergognosa. Il Comune e l'Inps, due enti pubblici che dovrebbero aiutare le persone, non fanno niente e anzi danneggiano la nostra esistenza. Ora che possiamo fare?».

È tanta la disperazione di queste persone: nella palazzina abita tra l'altro un'anziana in carrozzina, e dall’8 giugno non potranno più arrivare ambulanze e mezzi di soccorso, con il cancello chiuso. Non arriverà la posta, qualsiasi tipo di comunicazione e quant'altro. Disagi infiniti. Un condominio “prigione” che rischia di sparire dalle mappe catastali.

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