Il dolore
San Domenico, diritti non riconosciuti
Pescia, denuncia della Cgil: lavoratori penalizzati dal cambio di cooperativa mentre ancora attendono gli stipendi arretrati
PESCIA. Lavoratori del San Domenico fortemente penalizzati a causa di condizioni lavorative peggiorate e di una decurtazione improvvisa e del tutto illegittima di parte del loro stipendio. A denunciarlo è la Cgil di Pistoia, secondo cui il passaggio dei dipendenti dalla Idealcoop alla cooperativa attuale è stato fortemente traumatico, sotto diversi punti di vista. Primo fra tutti, dice, il mancato rispetto di norme elementari quali l'applicazione del contratto collettivo nazionale di lavoro. I dipendenti tra l'altro sono ancora in attesa di riscuotere le ultime mensilità dalla Idealcoop, uscita di scena a febbraio, e in vertenza con la stessa.
«La nuova azienda non ha riconosciuto gli scatti di anzianità pregressi – ha sottolineato Sara Simboli della Funzione Pubblica Cgil di Pistoia – così come i corretti livelli contrattuali o, in una logica interpretativa del contratto nazionale tutta personale, alcuni elementi retributivi, come le indennità notturne, non retribuite. A niente sono serviti i tentativi di confronto e le richieste di incontro che anche recentemente la nostra organizzazione ha inviato alla cooperativa: sembra proprio che non vi siano spazi di confronto, quindi la rivendicazione sui diritti dei lavoratori non potrà che seguire le strade vertenziali».
La Simboli ha sottolineato, inoltre, come i sindacati siano ancora in attesa di essere convocati a un tavolo di confronto, così come promesso dal presidente Romagnani, per discutere del destino del San Domenico. «Come Cgil, prima di questo passaggio – fa sapere Luisella Brotini, segretario provinciale Filcams – avevamo già sollevato le nostre preoccupazioni al presidente del San Domenico, quale committente e garante dell'affidamento. Che, lo ricordiamo, è stato al massimo ribasso, con tutte le negative conseguenze che ne derivano. Preoccupazioni rafforzate da una vicenda molto simile che pochi anni fa interessò la stessa cooperativa nel cambio appalto della vicina Rsa Don Bosco, e che anche allora denunciammo pubblicamente. Nonostante però gli impegni, anche formali, di Romagnani, a vigilare sulla corretta applicazione delle regole, a quasi quattro mesi dal subentro i lavoratori stanno ancora aspettando di veder riconosciuti il loro salario e i loro diritti. Se le priorità per Romagnani sono la qualità del servizio e il benessere di chi dentro la struttura vive e lavora, allora è il momento di farsi promotore di questi obiettivi, attraverso azioni concrete, e mettendo da parte i facili slogan».
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