Sicurezza
Corelli: scommetto su Villa Rospigliosi
Il famoso chef ha inaugurato il ristorante Atman nella storica dimora di Lamporecchio di proprietà di Gimmy Carocchi
LAMPORECCHIO. Un ristorante moderno ed ipertecnologico, all’interno di Villa Rospigliosi, capolavoro architettonico del ‘600 di Gian Lorenzo Bernini. Questa la nuova location che Igles Corelli, chef italiano pluristellato, ha scelto per il trasferimento, da Pescia a Lamporecchio, di “Atman”, il suo ristorante considerato uno dei migliori d’Italia. E martedì 19 maggio “Atman”, che in sanscrito significa “l’essenza dell’uomo”, ha aperto per la prima volta le porte del suo paradiso culinario, suscitando la curiosità di molti che non si sono persi l’evento.
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“Con il mare negli occhi”, “spesso l’orizzonte è alle nostre spalle, “l’orto delle farfalle” e “le ombre sui muri” i quattro menu di degustazione che Corelli e il suo staff hanno proposto per la serata iniziale. Ed è proprio chef Igles Corelli, cultore della “cucina garibaldina” nonché maestro della “cucina circolare”, a raccontarci alcuni dettagli di questa nuova avventura, appena cominciata.
Come è arrivato il famoso chef Igles Corelli a Lamporecchio?
«Sono arrivato a Lamporecchio dopo una serie di passaggi. Ho conosciuto Gimmy Carocchi, proprietario di Villa Rospigliosi, e abbiamo cominciato a parlare di una collaborazione per eventi e cerimonie. Ma poi il progetto si è ampliato, ed eccoci qua con il ristorante “Atman” a Lamporecchio. Gimmy è un imprenditore del territorio, che investe sul territorio. E anche per la scelta dello staff, abbiamo assunto in larga parte persone della zona, dando loro un’importante opportunità».
Corelli, lei è uno chef di fama internazionale che potrebbe aprire ristoranti in qualunque Paese del mondo. Perché ha scelto proprio Villa Rospigliosi a Lamporecchio?
«Ritengo che Lamporecchio sia il contesto adatto per questa nuova esperienza e che Villa Rospigliosi, con il suo bagaglio storico, rappresenti un valore aggiunto per la nostra cucina. Dobbiamo però essere bravi a creare la situazione giusta per far sì che la nomea del ristorante non spaventi le persone. Speriamo infatti che “Atman” possa essere considerato un vanto per una comunità come quella di Lamporecchio, che ha la cultura del bello. E’ importante che le persone ci aspettino e piano piano il nostro lavoro verrà portato a compimento. Il nostro è per ora un work in progress».
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Quali saranno i punti di forza di “Atman” a Lamporecchio?
«A Lamporecchio proporremo una cucina ancora più creativa rispetto ad “Atman” di Pescia, grazie a Marco Casshai, Ronald Bukri, Jean Casado, Clarissa Del Corona, Rosa Gingillo e la “pastry chef” Ilaria Di Marzio. Introdurremo la tecnologia in cucina, senza però tralasciare gli ingredienti e le materie prime tipiche della tradizione culinaria italiana. Un altro punto di forza sarà rappresentato dal servizio in sala che, grazie a Francesco Perali, Giovanni Romani, Alberto Ponziani, Katia Svetti e Gianna Tesi, sarà ad altissimo livello. Altro aspetto importante sarà rappresentato, per gli amanti del buon vino, dalle 600 etichette presenti nella nostra cantina. Ma sicuramente ciò che in ogni ambito della vita fa la differenza è la passione: per esempio da ieri pomeriggio (lunedì 18 maggio, ndr) abbiamo lavorato fino alle sei di stamattina per mettere tutto a punto per l’apertura. E questo lo si fa soltanto se c’è grande passione per il proprio lavoro».
Il suo staff è composto da soli giovani. In una società in cui l’esperienza viene richiesta come aspetto primario, perché lei fa una scelta in controtendenza, scegliendo uno staff giovane?
«Io ho sempre pensato che avvalendosi dei giovani, si resta giovani. Per questa ragione metto al servizio di questi ragazzi il mio bagaglio di esperienza quarantennale, per creare le giuste curve nella loro creatività. Non voglio impormi sui ragazzi del mio staff, anzi. Mi piace dare la possibilità a ciascuno di loro di creare dei piatti, secondo le proprie inclinazioni e fantasia. Il mio compito è quello di armonizzare le loro creazioni, valutandole e parlandone insieme su come eventualmente migliorarle, dando loro degli stimoli interessanti. E proprio per questo abbiamo iniziato una collaborazione con l’Istituto alberghiero “Martini” di Montecatini, che manderà i propri studenti a fare degli stages qui ad “Atman”, sia per la sala che per la cucina».
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