La manifestazione
Futuro delle terme, per ora solo buone intenzioni
Il nuovo amministratore unico, Carlo Brogioni, ha chiesto un altro mese di tempo per poter rispondere alle domande dei consiglieri della Commissione partecipate di Montecatini
MONTECATINI. «Confesso di avere un po' di paura per questo incarico, lo assumo non per visibilità ma per un ringraziamento al mio mestiere. Non sono un mago, per vincere la regata dobbiamo remare tutti insieme nella stessa direzione».
E’ stata perlopiù interlocutoria la prima audizione del nuovo amministratore unico della Società Terme spa, il commercialista fiorentino Carlo Brogioni, convocato dalla commissione partecipate del Comune. Sulla poltrona della Palazzina Regia da una ventina di giorni, il 75enne professionista voluto dal socio di maggioranza Regione, come era prevedibile, non ha saputo rispondere a nessuna delle domande rivolte dai dieci (su tredici) consiglieri membri della commissione.
Aumentare i ricavi e diminuire i costi. La frase pronunciata da Brogioni durante un incontro con il presidente della Regione Enrico Rossi (e ormai nota per l'ilarità che ha suscitato vista la sua evidenza) è stata ribadita con l'aggiunta di qualche dettaglio: «Questo è un concetto lapalissiano - ha detto il nuovo Au - ma ripeto che l'obiettivo prioritario è l'incremento dei ricavi con la ricerca di nuove utenze a pagamento. La curva dell'utile deve alzarsi nel breve periodo. Alla diminuzione dei costi fissi e strutturali (come il personale, ndr) non dobbiamo dare precedenza vista la loro rigidità e per non “bruciare” i servizi offerti nell'auspicato caso di un aumento delle richieste».
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I codici rossi. Ha proseguito Brogioni: «Ho iniziato a studiare le relazioni degli ultimi amministratori unici ma non ho ricevuto il report di Arabella Ventura (consulente della Regione incaricata di studiare i bilanci delle Terme, ndr). Mi pare oggi prematuro e presuntuoso da parte mia dare indicazioni su quali sono gli indirizzi, gli obiettivi e gli interventi specifici da attuare. Dobbiamo confezionare un progetto che funzioni e che vada avanti in armonia, cercando di risolvere tutti i codici rossi che abbiamo di fronte, e che sono tanti. Possiamo concentrarci su come sono stati spesi i denari, purchè sia utile alla causa in proiezione di una ripresa futura».
Le richieste dei consiglieri. «Siamo tutti preoccupati da questa situazione, dall'eccessiva turnazione di amministratori che non consentono la partenza di un piano di rilancio concreto». Così ha inaugurato la seduta la presidente della commissione, Silvia Motroni (lista Ora).
«E' una priorità richiedere la riattivazione della linea di finanziamento per le Leopoldine con aumento di capitale quando per la Regione il termalismo non è più strategico?», ha chiesto Cristiano Berti (5 Stelle).
Segue Riccardo Sensi (lista Mi piace): «Qual'è il percorso da seguire per dotare la città di un prodotto Terme e se questo è ancora attuale?»
Poi Luca Baroncini (lista Mi piace): «I costi del personale non sono sovradimensionati rispetto all'attuale fatturato?». Tutte domande ancora senza risposta.
I suggerimenti. Arrivano dai consiglieri di maggioranza Pd. Da una «maggiore flessibilità di orari e aperture per intercettare il turismo mordi e fuggi» (Pietro Rosellini) al «sito internet in rifacimento da tempo, promuovere l'affitto delle location e la gestione degli stabilimenti ancora senza certificato di staticità necessario per i pubblici spettacoli» (Alessandra De Paola).
Infine Luciano Baldecchi: «Questa stazione termale non ha un brand, un prodotto. Dobbiamo inventarci qualcosa con l'acqua Rinfresco, ad esempio, oppure con le creme». Tra un mese la nuova audizione di Brogioni di fronte alla commissione partecipate. In quell'occasione, forse, del futuro delle Terme se ne saprà qualcosa di più.
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