Il Tirreno

Montecatini

«La partenza? Spettacolare»

Il sindaco-ciclista Bellandi difende la scelta di Montecatini

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MONTECATINI. Quando si parla di ciclismo e contemporaneamente del primo cittadino di Montecatini, Giuseppe Bellandi, si prova sempre un certo imbarazzo. Il fatto è che siamo di fronte ad un sindaco dotato della talora scomoda “patente” di ciclista provetto e che, non da oggi, si cimenta con entusiasmo e forse con una dose di imprudenza, in imprese sportive considerate per tanti ultrasessantenni come lui quasi una Mission Impossible. L'ultima randonnée ciclistica di Bellandi risale a mercoledì scorso ed è costituita dal raid in salita Montecatini - Abetone, giusto per celebrare in maniera degna l'arrivo sull'Appennino e la successiva partenza da Montecatini della quinta e della sesta tappa del Giro d'Italia. «Eravamo in quattro e abbiamo impiegato poco più di quattro ore per coprire una settantina di chilometri. Ho avuto però una crisi al Cecchetto, nel finale». Questa la “cronaca”dal vivo del sindaco di Montecatini, approdato all'Abetone nella completa tenuta azzurra caratteristica della nazionale italiana di ciclismo.

E ieri, in “divisa ufficiale” da primo cittadino e dopo aver abbassato la bandierina del via della sesta tappa del Giro, scattata dal piazzale del Tettuccio, Bellandi non si è fatto pregare per tracciare un bilancio di questa iniziativa che ha registrato il tutto esaurito: «Mi sembra un esito estremamente positivo. La cittadinanza ha potuto godere di un paio d'ore di grande spettacolo e i campioni più acclamati si sono concessi di buon grado al pubblico, per gli autografi e le foto di rito. Montecatini ha così rivissuto due giorni di una magica atmosfera da festa dello sport, paragonabile a quella dei mondiali del 2013». Per Bellandi avere ospitato la partenza di una tappa del Giro ha avuto una valenza notevole e dimostrabile: «Gli arrivi sono spettacolari, ma i corridori filano via subito verso gli alberghi e così la gente non ha modo di vedere da vicino i campioni e gli atleti più noti. Una partenza come quella odierna, con Contador in maglia rosa e Aru che indossava quella bianca di miglior giovane, è stata una copertina invidiabile». Anche perché una partenza costa assai meno - si parla dai 20 ai 30.000 euro - rispetto a un arrivo di tappa del Giro d'Italia, quotato dai 100.000 ai 130.000 euro. Quindi sarà un'esperienza da ripetere? Bellandi si schernisce e fa una riflessione: «Personalmente sarei sempre disponibile, il ciclismo è di casa a Montecatini, certo è che bisogna sempre valutare con attenzione l'aspetto dei costi e al giorno d'oggi nessuno può permettersi il lusso di prescindere dalla difficile situazione della nostra economia». (s.f.)

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