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Montecatini

Parla il Commissario liquidatore

«Rinvio a giudizio per uno dei dipendenti Comicent»

«Rinvio a giudizio per uno dei dipendenti Comicent»

Pescia, la replica di Elena Lorenzi: «Ci sono anche altri episodi da valutare in tutte le loro implicazioni»

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PESCIA. Una dichiarazione non completa: così il commissario liquidatore del Comicent Elena Lorenzi replica alla notizia del proscioglimento dei due dipendenti del mercato dei fiori, quando in realtà «uno dei due è stato rinviato a giudizio».

«È falso (e meraviglia che a dichiararlo sia stato un legale) che entrambi i dipendenti ex Comicent siano stati prosciolti – scrive Lorenzi – o, meglio, è vero che lo sono stati in relazione ad uno dei due capi di imputazione, quello appunto che li vedeva coinvolti in concorso; mentre le pubblicazioni odierne non riferiscono che uno dei due dipendenti è stato invece rinviato a giudizio in relazione a un diverso capo di imputazione, che comunque implica il reato di peculato e la qualifica del dipendente come incaricato di pubblico servizio. Per inciso, i fatti oggetto del recente pronunciamento del Gup riguardano soltanto alcuni degli episodi fatti emergere dal commissario liquidatore a seguito delle denunce ricevute dai numerosi operatori. E altri episodi sono ancora da valutare in tutte le loro implicazioni».

«Non c'è stata (ne c'è interesse ad alimentare) – prosegue il commissario – una campagna diffamatoria gratuita ai danni dei due dipendenti (peraltro ovviamente mai citati per nome e cognome nelle nostre comunicazioni), poiché i fatti oggetto delle denunce penali sono in parte provati documentalmente, in parte riferiti con formali denunce al commissario liquidatore del Comicent che, proprio in virtù della rilevanza pubblicistica del proprio ruolo, non poteva esimersi dal darne immediata notizia alle autorità inquirenti. Nessuno degli amministratori (a maggior ragione quelli del Mefit che sin qui è rimasto assolutamente estraneo alla vicenda) è in cerca di espedienti per scongiurare gli effetti della pronuncia del giudice del lavoro sulle sorti dell'azienda speciale e sull'intero Comune di Pescia. La ricerca della verità è l'unica preoccupazione di chi, con onestà e correttezza, si trovi incaricato della gestione di servizi pubblici e della verifica di come tali servizi sono stati in passato gestiti. Non si capisce perché si fa fatica ad ammettere che nella gestione del Comicent ci sono pesanti zone d'ombra su episodi tuttora all'esame del commissario liquidatore».

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