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Peculato e falso, i dipendenti dell’ex Comicent prosciolti dal Gup

di Maria Salerno
Il mercato dei fiori di Pescia
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Il mercato dei fiori di Pescia

Pescia : con gli indennizzi dovuti il futuro del Mefit è a rischio, e dall’opposizione c’è chi chiede la testa dei vertici dell’ente

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PESCIA. Cadono le accuse di falso e peculato rivolte a due ex dipendenti del Comicent e, subito, parte la richiesta di rimuovere dai vertici dell’azienda speciale Mefit l’amministratore unico Franco Baldaccini e il direttore Fabrizio Salvadorini. A chiedere la loro testa è il consigliere di minoranza Oliviero Franceschi, che ha annunciato la presentazione, al prossimo consiglio, di una mozione di sfiducia verso coloro che «hanno insistito in una campagna diffamatoria indegna di ruoli istituzionali e dirigenziali con conseguenti danni alle finanze della struttura».

Il riferimento è alla posizione assunta dal Mefit nei confronti di due dei cinque lavoratori licenziati, «responsabili – stando alle dichiarazioni ufficiali rilasciate dai responsabili dell'azienda speciale nelle ultime settimane – di avere arrecato dei danni alle finanze dell’ente e dei cittadini a causa dei procedimenti penali avviati a loro carico da parte dell’azienda speciale». Le ipotesi di reato formulate a carico di due ex dipendenti (falso e peculato), martedì 12 maggio sono decadute nell’udienza preliminare davanti al Gup del tribunale di Pistoia Alessandro Buzzegoli, con i dipendenti prosciolti. La notizia è stata confermata dal legale di uno dei due, l'avvocato Giada Maggini, che oltre ad esprimere soddisfazione per l’esito della vicenda ha dichiato che «per l'unico reato che gli veniva contestato, quello di peculato, il mio assistito ha ottenuto la sentenza di non luogo a procedere per cui l'accusa è caduta e il procedimento penale si è chiuso».

«Se c’era chi sperava che i due dipendenti del Comicent venissero giustiziati per salvare le loro teorie e magari anche le loro personali antipatie, ha avuto un duro colpo», ha commentato Franceschi, secondo il quale ricorrere contro i due dipendenti doveva essere una decisione da prendere in consiglio comunale. Nelle ultime settimane, l’amministrazione del Mefit, in più di una circostanza, è tornata sulla vicenda dei gravi fatti di reato ipotizzati a carico dei due dipendenti, indicandola anche tra i fatti che non lasciavano alternative alla decisione di presentare ricorso nei confronti della decisione del giudice del lavoro del tribunale di Pistoia (che aveva obbligato l’azienda a reintegrare immediatamente i lavoratori o di indennizzarli). E l’indennizzo era stimato dallo stesso direttore del Mefit tra i 300 e i 450.000 euro. Eppure, aveva dichiarato Salvadorini, qualche settimana fa, «possono ancora succedere tante cose e la stangata potrebbe ridursi notevolmente, qualora fossero confermate le accuse di truffa e peculato a due degli ex dipendenti Comicent». E adesso che le accuse sono invece cadute, cosa ne sarà del Mefit?

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