La manifestazione
Grotta Parlanti chiede più sicurezza
Monsummano: i residenti del quartiere tornano alla carica per chiedere interventi su strade e decoro urbano
MONSUMMANO. Un anno fa, più o meno di questi tempi, i cittadini di Grotta Parlanti si decidevano a protestare pubblicamente segnalando i diversi disagi patiti dalla frazione. Adesso ci risiamo, visto che da quel momento poco è cambiato.
«Nonostante il mare di promesse annunciate dall'amministrazione non è stato fatto niente di niente - denuncia Roberto Di Prato, il portavoce delle rimostranze - siamo tutti molto arrabbiati, ci sentiamo abbandonati al nostro destino. Le richieste che abbiamo possono essere accolte crediamo con non molti sforzi e con poco denaro. Ci siamo stufati di questa situazione indecorosa».
È lungo l'elenco dei piccoli problemi con cui sono costretti a convivere ogni giorno i residenti di questa zona a nord del territorio, affacciata sulla provinciale Francesca. Si parte dall'asfalto rovinato in più punti di fronte alle abitazioni e dai marciapiedi (dove ci sono) pieni di buche e avvallamenti, oltre che sporchi. Si continua con la mancanza di parcheggi. Poi la pericolosità di via dei Gobbi, la strada che porta a Monsummano Alto, dove l'erba ai lati è sempre alta, dove è pericoloso camminare. E, ancora: la campana verde per il vetro, inutilizzata da quando in città è entrata in vigore la raccolta rifiuti con il metodo del porta a porta, con la sua posizione che certo non giova all'immagine della frazione (la richiesta è trasferirla di qualche metro su via Tre Fontane).
Infine l'aspetto più importante, quello della sicurezza: sotto la lente le annose criticità del piccolo svincolo che dalla Francesca Nord porta a via Tre Fontane, di fianco al bar, dove c'è soltanto una segnaletica orizzontale sull'asfalto, dove le auto vengono addirittura lasciate in sosta: «Per evitare incidenti e per aumentare la sicurezza dei pedoni - aggiunge Di Prato - si potrebbe installare uno spartitraffico e un attraversamento pedonale a qualche metro di distanza. Non chiediamo certo la luna, ma soltanto alcuni accorgimenti per sentirci più sicuri, come non lo siamo oggi».
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