Gioco
Disabili lasciati a piedi sotto al santuario
Brutta avventura a Livorno per un gruppo di Pescia, nonostante il permesso dei vigili il bus viene bloccato dai carabinieri
PESCIA. Undici disabili in carrozzella, più altre 40 persone tra accompagnatori e volontari, lasciati sotto al sole (ieri particolarmente forte), senza una tettoia né una fontella, sul piazzale di Montenero, bloccati e lasciati a piedi, senza poter salire fino al santuario. Un bus di disabili dell'Unitalsi di Pescia, ieri mattina è stato fermato da una pattuglia al piazzale di Montenero, a Livorno, dove si trova il parcheggio, nonostante avesse l'autorizzazione della polizia municipale ad accedere fino al santuario, vista la presenza di persone che non possono camminare.
Il conducente del mezzo s'è trovato la strada sbarrata dai carabinieri e, pur avendo mostrato loro il foglio dell'autorizzazione, non ha ottenuto il permesso a proseguire: non c'è stato niente da fare.
«Siamo rimasti fermi nel piazzale al sole, con undici persone in carrozzina, davanti a una salita scoraggiante: siamo rimasti molto male», dice Leda Galiero, un'accompagnatrice del gruppo, che si è occupata personalmente dell'organizzazione della gita e quindi delle autorizzazioni.
Un pellegrinaggio che si è trasformato in un Sono le 10 quando il bus dell'Unitalsi di Pescia arriva a Montenero. Una gita progettata nei dettagli dall’associazione di beneficenza. «Mi sono occupata personalmente di tutto – dice Leda Galiero – io stessa ho preso in contatti con la polizia municipale, che, vista la situazione, ci ha concesso il permesso ad arrivare in pullman fino alla chiesa. Poi ho preso accordi con il santuario, fissando la visita alle 10,30 in modo da poter assistere alla messa successiva delle 11,30». E invece il gruppo di Pescia si è ritrovato nel piazzale lungo la Panoramica, senza un bagno né una tettoia per ripararsi dal sole e senza la possibilità di rinfrescarsi con un po’ d’acqua.
«Solo dopo tanto tempo sono arrivati due pulmini della Misericordia che hanno dovuto fare più volte avanti e indietro. Ma molti dei disabili abbiamo dovuti spingerli noi con la carrozzina in salita – denuncia l’accompagnatrice -– siamo rimasti molto male: ci avevano detto che era tutto a posto, invece la nostra giornata di svago al santuario si è trasformata in un disagio».
Resta da chiarire perché il bus sia stato fermato. «È una cosa inspiegabile – dicono dal gruppo – ci hanno detto che c’era un pino che impediva il passaggio».
Dal canto loro, i carabinieri sostengono che il bus sia stato fermato per un guasto e che poi gli stessi militari sin sono prodigati per aiutare i disabili a salire. Resta il disagio di un gruppo, arrivato in città da fuori che, ha vissuto ore di profondo disagio. A rifocillare i pellegrini ci ha pensato Michela Loretti, titolare del ristorante La Vela, dove il gruppo di Pescia ha mangiato.
Il pranzo era fissato alle 13, ma loro sono arrivati esausti, alle 14 passate. «Erano molto delusi dalla brutta esperienza», dice la ristoratrice. Il viaggio dell’Unitalsi è ripreso dopo un abbondante pranzo che ha in parte ripagato la brutta esperienza.
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