Attenzione
«Xylella, un falso allarme che ha creato danni»
PESCAI. Non è colpito da Xylella l'olivo acquistato da un vivaista di Pietra Ligure nel Pesciatino. Nei giorni scorsi la pianta era stata messa in quarantena e dalla Liguria era partito l'attacco al...
PESCAI. Non è colpito da Xylella l'olivo acquistato da un vivaista di Pietra Ligure nel Pesciatino. Nei giorni scorsi la pianta era stata messa in quarantena e dalla Liguria era partito l'attacco al vivaio di Pescia da cui era stata acquistata. Nel corso della mattinata di ieri sono però arrivati i risultati del Servizio fitosanitario regionale: non è Xylella.
«Mi ha appena chiamato – informa Francesco Mati, presidente del Distretto vivaistico pistoiese – il dirigente del Servizio fitosanitario, Riccardo Russu i risultati sono arrivati in questo momento (intorno alle 13 di ieri ndr). L'olivo in questione non è stato colpito da Xylella. Ora si tratta di capire che tipo di problematica lo ha interessato. Come ho avuto modo di spiegare in più occasioni dobbiamo fare attenzione al facile sensazionalismo intorno al problema. Per la sua origine esotica se fosse stata veramente Xylella avrebbero dovuto essere messi in quarantena tutti i vivai. A maggio, nel periodo delle consegne, con un danno economico incalcolabile».
Ma prima ancora che arrivasse la conferma ufficiale che si non si trattava dello stesso problema vissuto dagli olivi del Salento da Pescia erano stati sollevati forti dubbi sull’allarme lanciato dalla liguria. «Noi commercializzamo soprattutto all’estero – spiegava Pietro Parenti, segretario della Società Pesciatina d’Orticoltura, che raccoglie i produttori di piante di olivo – e proprio per questo ogni nostra singola pianta è controllata e certificata, e da parecchi anni. Non abbiamo ancora capito che cosa sia successo, in tutta questa storia ci sono parecchi punti oscuri. L’unica certezza è che queste voci incontrollate rischiano di tradursi in un danno economico enorme per il nostro territorio». Insomma, questo l’appunto, quando ancora mancava ogni informazione su quella singola pianta sotto osservazione, sarebbe subito stata citata Pescia collegandola con lo spauracchio del momento, ossia la Xylella, con un “automatismo” semplicistico ma dalle conseguenze potenzialmente terribili.
Sulla stessa lunghezza d’onda il presidente di Anve, l’Associazione nazionale vivaisti esportatori, Marco Cappellini: «L'emergenza Xylella Fastidiosa è una questione che interessa tutta l'Italia. È il momento di fare squadra fra distretti territoriali e creare un fronte unico. Occorre prima di tutto affrontare la situazione con calma e professionalità. Ricordo che il sistema fitosanitario italiano è tra i migliori in Europa ed è quello che garantisce i controlli più accurati sulla salute delle piante. Ogni notizia sulla Xylella, soprattutto in questo momento, deve essere opportunamente verificata prima di divulgarla, per evitare allarmismi infondati e conseguenti danni economici all'intero sistema vivaistico nazionale».
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
