Sicurezza
Un piano trentennale per salvare il bilancio
L’amministrazione cerca una soluzione dopo la scoperta di un buco di oltre 10 milioni nei conti
PESCIA. Sono sempre stati lì, in fondo ai cassetti degli uffici comunali: multe non riscosse, recuperi tributari mai fatti, crediti fittizi destinati a non rientrare mai nelle casse dell’ente. Ma dentro quei cassetti nessuno ci ha mai guardato, o, se l’ha fatto, ha voluto ignorare che nel tempo questa massa di entrate non riscosse è diventata enorme, arrivando alla preoccupante cifra di 10 milioni e 680.000 euro. Un disavanzo più di tre volte superiore a quello per cui è stato chiesto di accedere al piano finanziario di riequilibrio decennale e di cui persino la giunta si è dichiarata “sorpresa”, essendo stati cancellati negli ultimi anni oltre 7 milioni di residui attivi. Eppure già nel luglio del 2013 il collegio dei revisori, pur dando parere favorevole alle misure previste nel piano, segnalava la presenza di “gravi irregolarità di gestione” legate sia all'assenza di collegamento tra i residui passivi e le relative fonti di finanziamento, sia all'incompleta ricostruzione della situazione debitoria dell’ente.
Anche la sezione regionale della Corte dei Conti, nelle sue valutazioni al piano di riequilibrio del novembre 2013 parlava di “carenze gestionali che nel corso degli anni non hanno consentito una reale rappresentazione della situazione finanziaria dell’ente” tali da far ritenere, alla fine, il piano stesso “non congruo”.
Quindi, forse, l’instabilità finanziaria del Comune era nota ben prima di quest’ultimo riaccertamento straordinario. Ma forse per la prima volta è stata messa nero su bianco dagli stessi amministratori e non da enti di controllo esterni.
Fatta la pulizia l’obiettivo, ha sottolineato il sindaco Oreste Giurlani, è quello di «minimizzare le conseguenze negative per la città». Il che vuol dire che si continuerà a investire sui servizi, aumentando l’efficienza ed eliminando gli sprechi; continuerà la manutenzione sulla città; non sarà aumentata la pressione fiscale (nonostante la necessità di una manovra straordinaria per sopperire a quanto emerso); continueranno gli investimenti pubblici e la lotta all'evasione fiscale. Insomma, seppur preoccupato il messaggio che il sindaco ha inteso indirizzare alla cittadinanza è che «non solo si può ripartire, ma riusciremo a risollevare questa città e a rilanciarla». Al piano decennale di riequilibrio presto se ne affiancherà un altro, trentennale, per ripartire il nuovo disavanzo di quasi 11 milioni di euro. Entro 45 giorni sarà votato in consiglio e trasmesso alla magistratura contabile. (m.s.)
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google