Un altro buco, mancano 10 milioni dalle casse del Comune
Pescia: l’annuncio sul disastrato stato del bilancio è stato dato dall’assessore Roberto Peria
PESCIA. «Per poter ripartire bisogna prima toccare il fondo«. A pronunciare questa frase, quasi come fosse un mantra, l’assessore alle finanze Roberto Peria, durante l’ultima seduta del consiglio comunale.
Il riferimento è alla drammatica situazione finanziaria in cui versano le casse comunali. Nonostante il piano di rientro decennale, approvato dalla sezione regionale di controllo della Corte dei Conti, sembri aver già dato i suoi frutti, palesando una discreta capacità di recupero da parte dell’amministrazione, la difficoltà atavica dell’ente di non riuscire a riscuotere i propri crediti sembra condannarla ad una situazione di perenne instabilità finanziaria.
«Per rimettere in ordine i conti – ha annunciato, infatti, Peria – occorre una cifra che si avvicina agli 11 milioni di euro». Cifra che va approvata dalla giunta con un’apposita delibera, che poi andrà inviata alla Corte dei Conti. «Una volta fatto ciò – ha spiegato Peria - entro 45 giorni torneremo in questo Consiglio per valutare le azioni da mettere in campo per non fare affondare questo Comune».
Questo il bilancio dell’assessore alle finanze al termine di un lavoro rigoroso, che lui stesso ha definito «riservato e complesso fino al limite dell’autolesionismo» e «che ha richiesto uno sforzo immane da parte dell’amministrazione». Un lavoro frutto di quella operazione verità, annunciata dal sindaco Oreste Giurlani, fin dai primi giorni del suo insediamento (e anche prima, nel corso della campagna elettorale). «Il sindaco mi ha incaricato di rimettere in ordine i conti della città – ha sottolineato Peria - di fare pulizia a qualunque costo, anche a quello di rischiare il commissariamento». Nella sua lunga disamina, il titolare del bilancio si guarda bene dall’attribuire responsabilità dirette a chicchessia. «La colpa morì fanciulla – ha ricordato ad un certo punto – del resto, come si fa a indicare di chi sono le responsabilità? In parte saranno tecniche, in parte politiche e quasi certamente riguardano maggioranze diverse».
Quindi, aveva ragione la sezione regionale di controllo della Corte dei Conti a manifestare le sue perplessità fino alla bocciatura di quel “piano di rientro” che non venne giudicato credibile, bensì bocciato e poi riabilitato dalle sezioni riunite di Roma.
«Nel 2013 la giunta parlava di un disavanzo di 3 milioni e 440 mila euro – ha spiegato Peria - e chiedevano di essere ammessi ad un piano di rientro decennale per quella cifra, quando in realtà la situazione debitoria era di almeno 15 milioni di euro». Come si fa ad ignorare 10 milioni di euro? In realtà la malafede non c’entra. Quei 10 milioni, infatti, risultano regolarmente iscritti in bilancio, ma in passato nessuno sembra essersi preoccupato di mettere dei fondi a tutela dei crediti più dubbi. Ci si è affidati quasi esclusivamente alle previsioni, senza mettere in conto che certe somme, pur spese, non sarebbero mai rientrate.
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
