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San Domenico, si torna a trattare

San Domenico, si torna a trattare

La sentenza del tribunale ha confermato il credito di un milione della Idealcoop

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PESCIA. Un piano di rientro sostenibile per il San Domenico, ma capace di soddisfare al contempo la cooperativa creditrice. Questo l’obiettivo che si sono dati il consiglio d’amministrazione della residenza per anziani e il Comune, all’indomani della decisione del giudice del Tribunale di Pistoia, che conferma quanto aveva già stabilito nell’udienza dello scorso 16 aprile: vale a dire l’obbligo per il San Domenico di risarcire la cooperativa Idealcoop del credito accumulato negli anni passati che ammonta ad oltre un milione di euro. «Cercheremo un nuovo accordo con la cooperativa – ha sottolineato il presidente del Cda, Nicola Romagnani – presentando, già a partire dal prossimo incontro, un nuovo piano fondato su cifre e garanzie solide, ma ovviamente occorre che questo piano sia condiviso».

E non è detto che un creditore che non abbia voluto trattare prima, preferendo piuttosto rivolgersi ad un giudice, abbia voglia di farlo a posteriori, quando oltre alla certezza del credito ha dalla sua anche quella di una sentenza. Sentenza inattesa secondo il Cda dell’ente. «Non ci aspettavamo certo che il debito venisse cancellato – ha spiegatoRomagnani –ma speravamo di avere più tempo così da riuscire ad organizzarci meglio, invece così non è stato».

E proprio in ragione della strettezza dei tempi, già all’indomani della sentenza la commercialista dell’ente, insieme all’avvocato e al presidente erano a lavoro per cercare di “mettere i numeri in fila” e convincere la Idealcoop ad accogliere le nuove condizioni. Nei prossimi giorni sarà aperto un tavolo che vedrà la partecipazione delle organizzazioni sindacali, della Società della salute e di tutti coloro che hanno interesse a vedere il San Domenico operare in serenità e continuità. Quale che sia la posizione che deciderà di assumere la cooperativa Idealcoop, la direzione verso cui inevitabilmente si sta andando è, comunque, quella dell’affidamento in concessione ad un privato della struttura. (m.s.)

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