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Accordo tra i Comuni per salvare il Centro di ricerca

Luca Signorini

Larciano, per il 2015 ci ha pensato la Regione a finanziare i 30.000 euro non più versati dalla Provincia. Il sindaco Galligani: «Occorrono un nuovo statuto e convenzioni con il Consorzio di bonifica»

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LARCIANO. Il Centro di ricerca, documentazione e promozione del Padule di Fucecchio resterà in “vita”, così come lo conosciamo oggi, almeno fino al 31 dicembre 2015. Dopo l'uscita dalla Onlus a fine 2014 della Provincia di Pistoia e dei Comuni di Larciano, Lamporecchio e Ponte Buggianese, i soldi che mancano per la gestione annuale li mette una tantum la Regione: in tutto 30.000 euro. Resta la situazione d'incertezza, ma comunque prosegue per altri otto mesi l'esperienza del Centro con sede a Castelmartini e dei suoi due dipendenti.

La decisione rientra in un “accordo di collaborazione” sottoscritto da Regione Toscana, Provincia di Pistoia, Città Metropolitana di Firenze, Consorzio di bonifica del Basso Valdarno, Comuni di Ponte Buggianese, Larciano, Lamporecchio, Monsummano, Pieve a Nievole, Fucecchio e Cerreto Guidi.

I firmatari, come primo passo, si impegnano a costituire nelle prossime settimane un gruppo di lavoro per “una gestione coordinata dell'area umida al fine di una ottimizzazione delle azioni e delle risorse disponibili per meglio tutelare e promuovere il territorio e le sue strutture”. In quella sede sarà discusso il futuro del Centro ricerca e saranno trovate soluzioni per il futuro della gestione del Padule.

«Noi rivendichiamo il ruolo delle amministrazioni comunali da sempre poco considerate nei progetti e nelle decisioni ma alle prese ogni giorno con i problemi connessi al Padule di Fucecchio - spiega il sindaco di Ponte Buggianese, Pier Luigi Galligani - questo protocollo d'intesa, oltre a stanziare i soldi per “sfangare” il 2015 del Centro, serve per sviluppare una progettualità comune sulla distesa umida, per ridefinire i ruoli e gli interventi, per ripensare l'organizzazione della Onlus. Dobbiamo lavorare sul nuovo statuto del Centro, sulla convenzione con il nuovo Consorzio di bonifica per le opere da realizzare, sui contratti e sulle professionalità dei dipendenti e dei collaboratori, sulle funzioni e sulle competenze dei soggetti soci».

Ponte (con la Dogana del Capannone) e Larciano (con il Centro visite a Castelmartini e l'area delle Morette) sono i territori dove si trovano le due principali porte d'ingresso al Padule (e la maggior quantità di superficie umida da amministrare), e negli ultimi due anni avevano avanzato l'idea di costituire una cooperativa formata anche da Legambiente e Wwf, con un maggiore impegno economico delle stesse associazioni ambientaliste (che ora hanno una quota di 100 euro nel Centro ricerca, che sale a 1.500 per i Comuni aderenti).

Ipotesi che a questo punto sembra accantonata. Toccherà quindi al gruppo di lavoro in via di istituzione il compito di “individuare, a seguito di una procedura a evidenza pubblica, un soggetto che assicuri lo svolgimento di specifiche attività di servizio finalizzate alla valorizzazione, promozione e fruibilità delle riserve naturali del Padule”. A Firenze spetta la grana del coordinamento.

«L'accordo nasce dai nuovi assetti istituzionali che si stanno verificando - aggiunge Galligani - quando la Provincia sarà sparita, chi paga? Chi coordina? E poi il tema dell'accorpamento dei tre Consorzi di bonifica in quello del Basso Valdarno: ora vediamo molta burocrazia e zero risultati concreti (sono fermi dal 2008, per esempio, i 5 milioni di euro della “ri-naturalizzazione”, per eliminare gli interramenti, scavare i fossi e realizzare i nuovi invasi di acqua per alimentare le riserve, ndr)».

Dal canto suo, anche il Consorzio dà la disponibilità a stipulare una convenzione per programmare le opere nel tempo e collaborare alla promozione e valorizzazione. Di tutti questi buoni propositi se ne riparlerà nei prossimi mesi, con scadenza a fine anno.

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