Il dolore
La patria della bici abdica
L’ennesima fumata nera si è alzata questa volta a Montecatini
di STEFANO FIORI
L'ennesima fumata nera, a testimonianza della probabile soppressione di un'altra gara ciclistica in Valdinievole, si è alzata stavolta da Montecatini ed ha avuto come protagonista il Gs Le Casette presieduto da Mario Ieri, da tanti anni figura di spicco e motore trainante del ciclismo montecatinese. La gara in questione, una grande classica a livello nazionale, è quel Gp Ezio Del Rosso che fin dai primi anni '50 ha apposto il sigillo alla stagione agonistica dei dilettanti e che nel proprio albo d'oro annovera parecchi nomi illustri, di campioni del mondo, europei, italiani o di assi tout-court come Francesco Moser, Luca Paolini e tanti altri.
Dopo anni di strenua lotta per tentare di mantenere in vita la loro creatura, gli appassionati sportivi del Gs Le Casette sembrano ormai intenzionati a gettare la spugna e i motivi risultano facilmente immaginabili. Sono (in parte) le medesime considerazioni che hanno fatto dire basta agli organizzatori di altre gare ciclistiche di prestigio, come il Gp Industria & Artigianato di Larciano riservato ai professionisti che gli esponenti dell'Uc Larcianese hanno annunciato di non voler più allestire, unitamente al Gp Comune di Lamporecchio, corsa dilettantistica che ha compiuto 50 anni (anche se per questa competizione c'è uno spiraglio legato all'impegno di un comitato di sportivi tuttora alla ricerca della copertura economica necessaria), o come il Gp Rinascita a Monsummano Terme, una tra le corse della categoria Allievi più importanti a livello nazionale.
I motivi sono principalmente di ordine economico e la Federciclismo sembra esente da colpe, avendo addirittura dimezzato le tasse federali previste per le gare Esordienti, Allievi, Juniores e Dilettanti. Su questa critica situazione pesano soprattutto la continua emorragia di sponsor, dovuta alla crisi economica generalizzata oltre ai costi, diventati insostenibili, per garantire la sicurezza e che ormai pesano per oltre il 40% sul budget degli organizzatori di gare ciclistiche, costretti dalle normative ministeriali a dotarsi di strutture quasi da campionati del mondo.
Infine, il progressivo disimpegno di molti enti pubblici non più munifici come in passato, sta dando il colpo di grazia allo sport ciclistico.
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