Sicurezza
Licenziati e riassunti: Comune intenzionato a non fare ricorso
Il sindaco di Pescia: «C’è un’ordinanza del tribunale da rispettare». Ancora nessuna decisione sull’ipotesi di chiudere il Mefit
PESCIA. Massimo rigore nell'accertamento delle responsabilità e riassunzione dei dipendenti. Questa la posizione dell'amministrazione Giurlani nei confronti della faccenda dei lavoratori dell'ex Comicent, che è stata discussa in una riunione della giunta. Licenziati nel 2013 e mai riassunti nell'azienda speciale Mefit, adesso la stessa è stata condannata da una sentenza del giudice del lavoro del Tribunale di Pistoia a reintegrare immediatamente i lavoratori, e a corrispondere loro le retribuzioni e i contributi persi dalla data del licenziamento a quando avverrà il loro effettivo rientro sul posto di lavoro.
L'azienda speciale Mefit ha annunciato ricorso, ma il primo cittadino sembra muoversi su un'altra linea. «Indubbiamente il Comune ha ricevuto un grosso danno economico – sottolinea il sindaco Oreste Giurlani – ecco perché bisogna al più presto procedere con l'accertamento delle responsabilità, fermo restando che queste persone vanno riassunte perché c'è un'ordinanza del tribunale e l'ordinanza va eseguita».
Quanto alle voci relative ad un'imminente chiusura del Mefit, Giurlani rassicura che al momento il Comune non ha fatto nessuna valutazione in ta senso (anche se pure l’assenza di valutazioni può prestarsi a diverse interpretazioni).
«Probabilmente le voci che stanno circolando in queste ultime ore – ha provato a spiegare Giurlani – dipendono dal particolare status di cui godono per legge le aziende speciali, che in presenza di grosse perdite innescano tutta un serie di procedure. Ma se la domanda è: che intenzioni ha il Comune nei confronti del Mefit non siamo ancora in grado di dirlo». Ricordiamo che dopo l’esperienza del Comicent, fallio e poi commissariato, a gestire il servizio di commercializzazione è l'azienda speciale Mefit. Da qualche mese Mefit aveva iniziato un'operazione di rilancio del mercato (riuscendo a chiudere il bilancio in pareggio dopo diversi anni di perdite) in concomitanza col concretizzarsi della possibilità di trasferimento di proprietà dell’immobile dalla Regione al Comune, e con il contestuale avvio del progetto di valorizzazione multifunzionale che prevedeva anche il cofinanziamento dei privati.
L'idea era quella di creare un comitato di indirizzo delle associazioni di categoria da affiancare al Mefit e avviare una serie di iniziative come eventi, partecipazioni a fiere e accordi con altre realtà pure estere del settore per aprire nuovi sbocchi di mercato. Coldiretti e Cia hanno sottolineato più volte di puntare sulla struttura di Pescia come sede di riferimento del florovivaismo toscano.
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