Il dolore
In 2.007 alla scoperta dei “giardini segreti”
BUGGIANO. Se le prime stime, fatte al mattino tenendo conto del flusso di visitatori fino a quel momento, erano ottime, il bilancio finale, sulla base delle matrici dei biglietti, è stato a dir poco...
BUGGIANO. Se le prime stime, fatte al mattino tenendo conto del flusso di visitatori fino a quel momento, erano ottime, il bilancio finale, sulla base delle matrici dei biglietti, è stato a dir poco entusiasmante: 2.007. Tanti sono stati domenica 26 (esclusi i bambini under 12 che non pagavano) i visitatori alla prima delle due giornate de “La campagna dentro le mura”, il tour attraverso i giardini segreti del paese solitamente chiusi al pubblico. Una rassegna che porta a scoprire piccoli e grandi angoli di natura ricavati in un contesto tanto insolito quanto affascinante, l’interno della cerchia muraria di Buggiano Castello. Un paese medievale, dove, come in tutti i borghi dell’epoca, gli spazi sono sfruttati in modo estremo, visto che si tratta di far vivere un’intera comunità all’interno di un “confine fisico” rappresentato dalle mura. Ma lo stesso, all’interno di quel confine, e spesso circondate da altre mura (quelle che si affacciano sui viottoli del paese), a Buggiano Castello trovano spazio tanti gioielli della natura e del lavoro dell’uomo. Sono, appunto, i “giardini segreti”.
Un tesoro che piace, e lo dimostra proprio quel numero: 2.007 visitatori. Un numero che sarebbe straordinario già a cose normali, ma che assume maggior rilievo alla luce delle condizioni meteo di quella giornata. Una domenica caratterizzata, soprattutto al pomeriggio (il momento top) da nubi e, a tratti, pioggia. Eppure tutto questo non è bastato a fermare la voglia di partecipare all’iniziativa organizzata dall’associazione culturale Buggiano Castello.
Nel pomeriggio, anche sotto la fastidiosa pioggerellina, in piazza Matteotti a Borgo a Buggiano è sempre stata lunghissima la coda delle persone in attesa delle navette – che pure hanno viaggiato senza soluzione di continuità – che portavano sino al paese.
Insomma, una rassegna che piace ogni volta di più. E che, magari, può anche insegnare a molti come un’idea giusta, anche con pochi mezzi economici, può produrre grandi risultati quando ci sono volontà e impegno. E, a proposito dei “mezzi economici”, questa iniziativa, capace di richiamare migliaia di persone da ogni dove, non solo non rappresenta un costo per la collettività (se parliamo in termini di denaro), anzi: il ricavato dei biglietti, infatti, verrà destinato come sempre a interventi sul territorio, in un circolo non vizioso, ma virtuoso. E domenica 3 maggio, a chiusura del lungo ponte che si aprirà con la festività del Primo Maggio, si replica. Poi, per poter nuovamente ammirare lo spettacolo, si dovrà aspettare il 2017.
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