La manifestazione
Colpito in testa e rapinato al rientro a casa
Agguato a rappresentante di gioielli a Buggiano Castello. I banditi hanno atteso che scendesse di macchina per rubargli il campionario
BUGGIANO. Sul fatto che si sia trattato di un colpo preparato nei minimi particolari ci sono pochi dubbi: i banditi sapevano dove, come e quando colpire. E così è stata selvaggiamente violata anche la quiete di un tranquillo paese di collina, di quelli dove tutti conoscono tutti, e dove ogni presenza sospetta (specialmente in un anonimo lunedì sera) difficilmente passa inosservata. Ma, soprattutto, a essere rimasto colpito (e non in senso metaforico) è stato Antonio Disperati, rappresentante di gioielli, rapinato da alcuni banditi (presumibilmente un paio) che lo attendevano davanti casa, in via Ricordati.
Teatro della rapina il borgo di Buggiano Castello. Poco prima delle 21 di lunedì 27, l’uomo è rientrato a casa, come ogni sera, e arrivato in auto da via Indipendenza ha parcheggiato davanti l’abitazione. La figlia, che era con lui, è scesa per andare ad aprire la porta, mentre l’uomo faceva le ultime manovre. Una volta sceso, prima di chiudere l’auto ha preso la borsa del campionario utilizzata nel suo lavoro. È stato a quel punto che qualcuno, da dietro, lo ha colpito con forza alla testa facendolo cadere a terra, e portandogli poi via la borsa.
È successo tutto in pochi attimi, l’uomo non ha potuto nemmeno rendersi conto di quante fossero le persone che lo avevano aggredito, e nemmeno con che cosa fosse stato colpito. L’allarme è stato immediato, ma dei banditi, ormai, non c’era più nessuna traccia. Erano già fuggiti, forse scendendo lungo via Umberto, in direzione della porta a sud del paese (dove c’è lo spazio per poter parcheggiare l’auto da usare per la fuga) o forse hanno proseguito per via Ricordati, sfruttando un vecchio sentiero di campagna (e quindi al riparo da sguardi indiscreti) che conduce fino a piazza Pretorio, dove pure è possibile parcheggiare.
Non è nemmeno escluso che si siano mossi attraverso la campagna (in zona sarebbe stata trovata anche una recinzione tagliata). Fatto sta che nessuno si è accorto di nulla, anche perché chi non era in casa in quel momento si trovava al circolo dove era in programma una riunione paesana (e quindi viene escluso che i rapinatori siano fuggiti attraverso la strada principale, ossia via Indipendenza, perché in quel caso difficilmente sarebbero passati inosservati). I banditi hanno approfittato della prima oscurità della sera e della scarsa illuminazione della zona per agire, nel senso letterale del termine, nell’ombra.
Dopo l’aggressione Antonio Disperati è stato trasportato in ambulanza per controlli, visto che – oltre allo choc – aveva riportato diverse ferite alla testa (particolare che porta ad escludere l’azione del singolo bandito). Dopo essere stato medicato è potuto tornare a casa nel cuore della notte, mentre sul posto sono intervenuti i carabinieri per i rilievi del caso.
Da parte della vittima nessuna dichiarazione sull’accaduto - «Preferisco non dire nulla» - anche perché quella di lunedì non è stata la prima rapina ai danni del rappresentante, comprensibilmente esasperato e desideroso di dimenticare questa ennesima terribile esperienza.
Resta da quantificare l’entità del bottino. Anche perché, proprio alla luce del rischio rapina, ormai da tempo i rappresentanti di gioielli evitano nella maggior parte dei casi di viaggiare con pezzi particolarmente preziosi, ma solo con dei campioni di poco valore. E probabilmente anche in questo caso i delinquenti, così precisi per altri aspetti, hanno fatto male i propri conti.
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