Il Tirreno

Montecatini

Da almeno 2 anni il Padule è in abbandono

Da almeno 2 anni il Padule è in abbandono

I proprietari dei fondi dell’area contestano l’assenza di lavori da parte del Consorzio e i possibili rischi

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PONTE BUGGIANESE. Si rinfocola la polemica (se mai si fosse sopita) tra proprietari e ambientalisti a proposito della gestione del Padule di Fucecchio.

L’ultima novità è rappresentata dalla presa di posizione del ministro dell’Ambiente il quale, nel rispondere a un’interrogazione della senatrice Nicchi, ha sostanzialmente detto no a un allargamento della riserva naturale. «È veramente una buona notizia quella giunta da Roma – commenta l’associazione dei proprietari “Terra Nostra Unita” – come proprietari, cacciatori e frequentatori del Padule di Fucecchio, non possiamo che esprimere soddisfazione per la risposta del ministro dell'Ambiente, il quale sostiene che non c'è motivo di ulteriori allargamenti delle riserve naturali o modifiche di perimetrie quando ancora è in corso la designazione a livello europeo di questa area come Zsc,ovvero Zona Speciale di Conservazione».

Quindi Terra Nostra prosegue sottolineando come gli spazi tutelati costituiscano già una notevole percentuale del territorio del Padule di Fucecchio: «Vogliamo far comprendere a tutti quella che è la reale situazione oggi del Padule. Per iniziare i 230 ettari di riserva naturale nel cratere palustre rappresentano oggi oltre il 20% di superficie protetta. Inutile continuare a raccontare le favole dei 2.000 ettari di superfice complessiva. In quei 2.000 ettari sono compresi centinaia di ettari di aree da sempre agricole e pioppete, che sono si inserite nella Zona di protezione speciale, ma niente hanno a che vedere con la specificità del Padule. Poi esistono ulteriori aree che, pur non essendo riserva naturale, sono oggi in regime di tutela e divieto di caccia, quali l’Area Marconi, la Paduletta di Ramone, il Bosco di Chiusi, la nuova zona di Rispetto istituita dalla Provincia di Firenze (53 ettari): in totale parliamo di ulteriori centinaia di ettari di area protetta che devono comunque sommarsi alle riserve naturali, portando il livello reale di protezione ben oltre il ridicolo 10% che si vuol continuare a far credere all'opinione pubblica, ma non certo al ministro, che sicuramente ha considerato le nostre osservazioni in merito».

Quindi Terra Nostra interviene sulla gestione dell’area, sollevando una questione che ha già infiammato parecchi animi. Basta pensare all’intervento di appena un paio di giorni fa del presidente del movimento Caccia, Pesca ed Ecologia Carlo Maltagliati, il quale è arrivato a minacciare denunce verso il consorzio di bonifica.

«Il vero nocciolo della questione, e non ci stanchiamo di ribadirlo, è la gestione del Padule, aree protette comprese – scrive Terra Nostra – sono almeno 2 anni che non vengono eseguiti nessun tipo di interventi idraulici, gli argini della riserva naturale Criacri-Biagiotti – inserita nel cuore del Padule – sono un colabrodo e non assolvono più alle loro funzioni. I principali canali, con particolare riferimento a Canaletto e allo sbocco della Pescia di Collodi, sono completamente ripieni, impedendo flusso e deflusso delle acque.Il problema non è solo ambientale per la fauna acquatica del Padule, il problema sarà, in caso di forti precipitazioni, per tutti i cittadini della Valdinievole che saranno esposti al rischio inondazioni se nessuno continuerà a non fare niente o a non recepire niente».

«E i nostri amici con tutto il rispetto ambientalisti – chiude la nota – tanto amanti a loro dire del Padule e gestori delle riserve naturali, cosa aspettano ad evidenziare pubblicamente tutte le criticità da noi più volte sollevate? Si preoccupano solo delle dimensioni delle riserve, e da ciò è facile intuire che i loro interessi sono ben altri che non la vera salvaguardia del nostro Padule e delle popolazioni che ci vivono intorno».

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