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Centro di ricerca: dal ministro nemmeno una parola

Centro di ricerca: dal ministro nemmeno una parola

Larciano: Sel interviene sull'interrogazione dedicata al Padule, smentita la chiusura all'ipotesi di ampliamento dell'area protetta, ma resta in sospeso la questione dell'ente di documentazione

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LARCIANO. Al ministro sono state messe in bocca parole che non ha mai pronunciato: questa, in sintesi, la replica di Sinistra e Libertà - sul caso del Padule di Fucecchio – all’associazione dei proprietari Terra Nostra Unita. Quest’ultima, infatti,  aveva pubblicamente dichiarato la propria soddisfazione per la chiusura del ministro dell’Ambiente all’ipotesi di allargare l’area protetta nel bacino palustre.

«Il ministro dell'Ambiente Gianluca Galletti, nel rispondere a un’interrogazione della deputata di Sel  Marisa Nicchi – è la replica –  non ha affatto sostenuto che nel Padule di Fucecchio non vi sarebbe alcuna necessità di ampliare la superficie protetta, bensì che la richiesta formulata dalla Regione  di modificare il perimetro delle Zps (Zone di protezione speciale) del Padule   e dell'Isola del Giglio non può essere accolta dal Ministero perché giunta fuori tempo massimo.  La Commissione Europea, infatti, ha chiuso i termini per tali modifiche, per passare alla fase successiva di applicazione delle Direttive Europee "Habitat" e "Uccelli" che difiniscono la strategia europea per la conservazione della biodiversità.  La richiesta della Regione peraltro non riguardava modifiche relative alla perimetrazione delle aree protette in senso stretto, cioè delle riserve naturali, ma un adeguamento dei confini della Zps con i confini delle aree contigue della riserve naturali (simili, ma non del tutto coincidenti), ai fini di una semplificazione».

Ma al di là delle parole pronunciate dal ministro, quello che preoccupa Sel è ciò che, invece, non è statod eto in quest’occasione: «La materia   è oggettivamente un po' complessa e ciò giustifica il fatto che la risposta all'interrogazione possa essere stata equivocata. Più grave è il fatto che gli stessi tecnici del Ministero che hanno scritto la risposta per conto del ministro non abbiano affatto risposto all'interrogazione, che poneva due questioni diverse: la necessità di ampliare la superficie delle aree protette (indicata anche dalla Regione Toscana nella propria pianificazione in materia) e la necessità di salvaguardare l'esperienza del Centro di Ricerca e Documentazione del Padule di Fucecchio. Di questi aspetti nella risposta del Ministero non vi è traccia».

«Sulla prima questione – riprende Sel –  senza voler innescare polemiche poco costruttive, ci limitiamo a rilevare che gli spazi effettivamente destinati ad attività di conservazione della flora e della fauna e visitabili da parte del pubblico, in quanto demaniali, sono del tutto insufficienti rispetto al valore ambientale del Padule di Fucecchio edalle potenzialità di sviluppo del turismo naturalistico, che rappresenta un settore in crescita della nostra economia.  Questo non significa precludere la possibilità di esercitare anche altre legittime attività, come la caccia, ma semplicemente trovare un assetto più equilibrato e scientificamente corretto della destinazione d'uso del Padule, che, a nostro avviso, passa anche attraverso l'ampliamento delle riserve naturali esistenti».

Poi il caso del  Centro di Ricerca: «Crediamo sia necessario uno sforzo da parte di tutti, a partire dalla Regione Toscana e dalle istituzioni locali, fino alle realtà associative e politiche del territorio, affinché siano superate inutili conflittualità e siano reperite le modeste risorse necessarie ad assicurarne la sopravvivenza. Questa esperienza, infatti ha rappresentato a nostro modesto parere un esempio di gestione corretta di un bene pubblico di grande valore per la comunità dell'intera Valdinievole, portando avanti da oltre 20 anni attività che vanno dall'educazione ambientale, alla conservazione delle attività tradizionali e della memoria storica; dalla gestione della riserva naturale, alla ricerca scientifica».

L’intervento quindi chiude su una questione che, fondamentalmente, trova tuti d’accordo, ossia l’assenza di manutenzione dell’area: «Negli ultimi anni  in assenza di risorse, è anche grazie all'attività del Centro di Documentazione e dei molti volontari che con esso collaborano, che è stato comunque possibile garantire una dignitosa manutenzione ordinaria della riserva naturale pistoiese e un buon servizio di accoglienza dei numerosi visitatori».
 

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