Il dolore
Bianca Berlinguer promette «Verrò ad abbracciarvi»
LAMPORECCHIO. È stato come attivare una virtuale macchina del tempo, un ipotetico salto nel passato fino a quel 26 aprile 1981, quando a Lamporecchio arrivò l’allora segretario generale del Partito...
LAMPORECCHIO. È stato come attivare una virtuale macchina del tempo, un ipotetico salto nel passato fino a quel 26 aprile 1981, quando a Lamporecchio arrivò l’allora segretario generale del Partito comunista italiano, Enrico Berlinguer. Un momento storico, rimasto nel cuore dei cittadini di Lamporecchio, che 34 anni fa erano presenti. E proprio per ricordare e celebrare questo evento così significativo, sabato nel Teatro comunale, è andato in scena lo spettacolo “Quando a Lamporecchio… venne Berlinguer”, che ha visto il tutto esaurito e la partecipazione di oltre 500 persone. È Giorgio Gabe il primo ad apparire sullo schermo. Ed è proprio lui a dare il via all’evento con il suo monologo “Qualcuno era comunista…”, in cui viene spiegato lucidamente cosa davvero il comunismo abbia rappresentato per molte persone. È poi il turno della parte teatrale, con una rappresentazione eterogenea in cui la comicità di attori come Roberto Spinelli e Alessandro Bassetti si alterna alle immagini che scorrono sullo schermo, attraverso le quali è possibile ricostruire la vita familiare e politica di Berlinguer, i sogni e gli ideali di gioventù, l’ ultimo comizio portato a termine con grande sofferenza a causa dell’ictus che lo aveva colpito, ed infine la sua morte, avvenuta l’11 giugno 1984.
E tante, tantissime foto del 26 aprile 1981. Numerosi i racconti di chi quel giorno si trovava sotto il palco in Piazza Berni, gremita, nonostante la pioggia che cadeva copiosa, per ascoltare le parole di Berlinguer. Testimonianze commosse nei confronti dell’uomo, ancor prima del politico, venuto a conoscere il segreto dello strepitoso successo elettorale del 1980, che consacrò Lamporecchio, con il 75,14% dei voti al Pci, come il “Comune più rosso d’Italia”. Tuttavia uno dei momenti più emozionanti della serata è statala telefonata di Bianca Berlinguer, figlia di Enrico, giornalista e direttore del Tg3. «Sono davvero molto dispiaciuta di non poter essere venuta a Lamporecchio di persona, a causa di impegni di lavoro - ha esordito la Berlinguer -mi sono documentata sulla vostra bellissima iniziativa e per questo vi ringrazio. La morte di mio padre Enrico è una ferita che non si rimarginerà mai, ma sapere che tante persone gli hanno voluto bene e che, a distanza di 31 anni dalla sua morte, ancora lo ricordano, è per tutti noi figli motivo di gioia e di orgoglio. Prometto di venire personalmente a Lamporecchio, sperando di avere la possibilità di abbracciarvi tutti, uno per uno per ringraziarvi». È stato poi il momento di temi importanti, che hanno caratterizzato la politica di Enrico Berlinguer. Primo fra tutti la “questione morale”. Il ricavato dell’evento verrà devoluto in beneficenza alla Comunità solidale di Lamporecchio.
Martina Trivigno
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
