Il Tirreno

Montecatini

L'ex cinema Adriano è una bomba di amianto

di David Meccoli
L'ex cinema Adriano è una bomba di amianto

La copertura di circa seicento metri quadri del locale nel cuore di Montecatini è in stato fatiscente ed è un grave rischio per la salute soprattutto dopo la tempesta di vento dello scorso 5 marzo

3 MINUTI DI LETTURA





MONTECATINI. La città ha un buco nero (anzi grigio, con venature bianche) in pieno centro, e non è il cantiere delle Leopoldine. Se con quest’ultimo si “gioca” con l’economia del territorio, con il primo ne va di mezzo il bene primario della collettività: la salute. Centinaia di metri quadrati (almeno 600) di amianto sono lì, a due passi dalle strade dello shopping, tra alberghi, studi medici e finestre di cucina con vista eternit.

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.11317322:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11317322:1652077033/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

Forse dal basso neanche ci si rende conto della “bomba a orologeria” che grava sulle nostre teste (da “giù” ci si preoccupa di più del lato estetico che deturpa la vista), ma basta fare una o due rampe di scale in uno degli edifici tra via San Martino e via Scannavini che la verità viene a galla. Ed è terrificante.

L’ex cinema Adriano giace immobile nel cuore di Montecatini. Da anni si sente parlare di lavori di ristrutturazione, di trasformazione in centro commerciale e direzionale e di concessioni edilizie già rilasciate. Ma non si è mai mosso nulla. Anzi, l’unica cosa che sarebbe stato meglio fosse rimasta ben ferma, si è invece sgretolata sotto i colpi della bufera di vento del 5 marzo. La copertura in amianto sta perdendo pezzi e ogni giorno che passa la situazione non fa che peggiorare, visto che basta una raffica più forte per spargere nell’aria le polveri dei pezzi di eternit che, già danneggiati nel tempo, hanno subito l’attacco finale dal mezzo uragano de mese scorso.

E c’è chi, con questa enorme macchia scura che spicca tra i tetti di tegole rosse, deve farci i conti ogni giorno. «Vede là sotto, vicino a quelle finestre? Sono tutti pannelli di amianto che si sono staccati e sbriciolati. Addirittura da un altro tetto sono cadute delle tegole e si sono schiantate sull’eternit», ci dice Fabio Cenni, titolare dell’hotel Ercolini & Savi di via San Martino. Con lui siamo saliti fino all’ultimo piano dell’albergo e da lassù il tetto dell’Adriano si vede benissimo. «I nostri clienti che alloggiano al secondo o al terzo piano – prosegue Cenni – vedono questa roba, quando si affacciano dalla loro camera. Ultimamente abbiamo avuto come ospite anche una giornalista e ha detto che si occuperà del caso a livello nazionale».

[[atex:gelocal:il-tirreno:site:1.11317323:gele.Finegil.Image2014v1:https://www.iltirreno.it/image/contentid/policy:1.11317323:1652077033/image/image.jpg?f=detail_558&h=720&w=1280&$p$f$h$w=d5eb06a]]

E a proposito di finestre, c’è chi con la “vista eternit” ci convive da sempre. «Vivo qua – dice Cristina Godio – praticamente da sempre, prima con i miei genitori e ora con il mio compagno e la bambina di 8 anni. La finestra della mia cucina si affaccia direttamente sul tetto e la ragazza che abita sotto a me se allunga una mano può toccarlo, da quanto è vicino. Quando sono venuti i vigili del fuoco, dopo il maltempo di marzo, ci hanno consigliato di non aprire i vetri: ma come faccio a tenere chiusa la finestra di una cucina?».

Il cinema è di proprietà della famiglia Romani. Nel 2012 il Comune aveva emesso un’ordinanza in cui chiedeva la bonifica dell’area, ma non è stato fatto praticamente niente. Lo scorso dicembre, allora, l’amministrazione aveva deciso di agire in prima persona e aveva pubblicato la richiesta di una manifestazione d’interesse da parte di imprese interessate alla rimozione dell’amianto. Il vincitore della gara avrebbe dovuto rimuovere e smaltire le lastre in amianto e rifare la copertura con pannelli di lamiera nervata. L’importo dei lavori era di 50mila euro, e per l’esecuzione dell’opera era previsto un tempo di 120 giorni. «Ma i lavori – dice Cenni – non sono stati neanche assegnati. Eppure è una bomba ecologica: chi deve mantenere salubre l’ambiente? Il Comune? Il privato? La Asl? Qualcuno ci dia delle risposte».

«Attorno al cinema – dice Godio – c’è un mistero. Se io ho una tegola che ciondola dal tetto vengono subito i vigili, mentre qui è tutto fermo. La messa in sicurezza dell’area non può limitarsi a un nastro. Dopo l’uragano i pompieri ci hanno detto che a breve sarebbero tornati per rimuovere i pezzi caduti. Ma chi li ha più visti?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA

Non lasciare decidere l'algoritmo:

scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google

Cronaca flash

La manifestazione

Firenze, oltre 2.000 studenti in corteo: «Se ci togliete il futuro noi vi blocchiamo il presente»

di Redazione Firenze