Il dolore
Giardini segreti, in mille su a Buggiano Castello
Tanti gli stranieri (olandesi, tedeschi, inglesi) alla prima giornata di apertura. Panorami stupendi, odori e sapori, musica nei vicoli all’ombra di Palazzo Pretorio
BUGGIANO. Anche solo per i panorami Buggiano Castello vale una visita. Dai terrazzi che sembrano sospesi sulla vallata si scorgono i nostri borghi: Colle, Massa, Cozzile, Montecatini e Monsummano Alto. Persino Montevettolini, le Castella pesciatine. Nei giorni di cielo limpido lo sguardo è rapito dalla grande distesa umida del Padule di Fucecchio, là in lontananza. È il nostro patrimonio, dalle potenzialità immense ma non sempre percepite. Scenari e paesaggi che inglesi, tedeschi e olandesi amano alla follia. Utilizzano un solo aggettivo: wonderful, splendido, meraviglioso, fantastico. Poi ti immergi tra le viuzze medievali dentro le fortificazioni. Tra scalini, piccole salite, ciottoli, piazzette, casupole, pievi romaniche, ville. Entri negli orti privati.
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I forestieri sono rapiti dalla magia di queste oasi verdi. Gli aromi e i colori emozionano. I bambini fissano gli aranci, i mandarini, i pompelmi, i limoni. Gioie cromatiche e olfattive. Il sistema museale dei giardini del Castello è un’esperienza da non perdere. Ieri la prima giornata, con un migliaio di visitatori registrati già dalla mattina. Domenica prossima si ripete, occasione unica, poi l'attesa durerà fino al 2017.
«Le cose belle valgono un po' di fatica», sorride un volontario dell'associazione Buggiano Castello a una signora che si riposa su un muretto, al termine di un leggero pendio. Piccoli cipressi segnano il cammino. Ci sono i cedri, i lime, un'esplosione di orchidee. Poi il giardino degli olivi, le erbe aromatiche, angoli segreti, nidi d'amore, un nugolo di tartarughe, antichi attrezzi agricoli e domestici, bilance e imbottigliatrici. Assaggi di thè e di liquori agli agrumi.
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La bellezza delle poesie, da leggere inebriati tra le piante e il fruscio del vento. Senti musici che strimpellano quiete note, flauti, arpe, violini, strumenti a percussione. Musica, parole, fiori, profumi, paesaggi. Si esaltano i cinque sensi.
Un tuffo nella natura, nella storia, nella vita. Si contano 19 cortili per circa tre ore di suggestivo itinerario. Buggiano Castello è anche altro. È il suo Palazzo Pretorio, dalla facciata duecentesca puntellata di 57 stemmi familiari, di bifore, di capitelli arcaici. Nei tre piani dell'edificio affreschi, corridoi e archetti in pietra e la mostra allestita dal Moca di Montecatini nelle sezioni “natura, uomo, musica e futuro”.
Su un lato della piazza, salotto intimo per la sua misura così ridotta, la Badia di Santa Maria e San Nicolao, fondata intorno all'anno mille come monastero benedettino. C'è tanto per un colle dalle esigue dimensioni, dove vivono un centinaio di persone. Nella discesa verso la porta d'ingresso il rosso pompeiano di Villa Pichi-Sermolli, il giardino barocco, la scenografica scalinata, le statue e gli ornamenti. Esci dalle mura ammirato.
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