Attenzione
Commissariare il Mefit e reintegrare i lavoratori
PESCIA. Dimissioni della dirigenza e commissariamento dell’ente. Non ha dubbi sul da farsi il capogruppo di un’Altra Pescia, Oliviero Franceschi, all’indomani dell’uscita della sentenza che condanna...
PESCIA. Dimissioni della dirigenza e commissariamento dell’ente. Non ha dubbi sul da farsi il capogruppo di un’Altra Pescia, Oliviero Franceschi, all’indomani dell’uscita della sentenza che condanna l’azienda speciale Mefit al reintegro immediato sul posto di lavoro dei 5 dipendenti licenziati nel 2013 dall’allora Comicent e al risarcimento di tutte le retribuzioni e contributi persi dalla data del licenziamento fino al momento in cui avverrà l’effettivo reintegro. «In assenza di un piano in grado di tutelare i lavoratori, che hanno avuto pieno riconoscimento da parte della giustizia di un loro diritto – sottolinea Franceschi – il Mefit venga commissariato e si dimettano i vertici».
Sbagliato trincerarsi sulla necessità di dover chiudere l’ente, secondo l’ex vicesindaco, quando basterebbe riorganizzarne la gestione alla luce delle nuove esigenze dettate dalla sentenza del giudice del lavoro. Riorganizzazione, che secondo Franceschi, dovrebbe muoversi su due direttrici. «Primo: ridurre i costi di gestione del mercato e reintegrare i dipendenti. Secondo: riportare Salvadorini, che costa 60 mila euro l’anno, in Comune così da creare maggiori margini di manovra». Il riferimento è a Fabrizio Salvadorini, funzionario del Comune di Pescia che da due anni esercita il ruolo di direttore del Mefit e gestisce i servizi per il commercio all’ingrosso di fiori e piante nella struttura di via Salvo d’Acquisto insieme all’amministratore unico Franco Baldaccini.
Il sindaco Oreste Giurlani, al momento, preferisce non rilasciare alcuna dichiarazione sul merito, sebbene all’indomani del licenziamento la Cgil Pistoia avesse attribuito precise responsabilità anche all'allora amministrazione comunale, guidata dal sindaco Marchi, accusata di non avere saputo gestire una fase di transizione verso il rilancio del settore floricolo, su cui l’attuale amministrazione, invece, non ha mai fatto mistero di voler puntare.
«Al momento la priorità è riconoscere quanto dovuto ai lavoratori che hanno vinto la causa – conclude Franceschi – poi vedremo di chi sono le responsabilità. L’amministrazione esercita certamente un’azione di indirizzo e controllo, ma poi ci sono un presidente e un direttore».
Maria Salerno
Non lasciare decidere l'algoritmo:
scegli Il Tirreno per le tue notizie su Google
