La manifestazione
Malasanità, esposto in due procure
Pescia e Montagna Pistoiese: Aduc e Crest chiedono accertamenti su eventuali errori che potrebbero essere frutto dei tagli operati
PESCIA. Un esposto alle procure di Pistoia e Firenze per accertare le eventuali responsabilità nei casi di malasanità che si sono registrati in provincia di Pistoia negli ultimi anni.
È stato presentato dall'Aduc (Associazione per i diritti degli utenti e dei consumatori) e dal Crest (Comitato regionale emergenza sanità Toscana) insieme ai comitati “Montagna Pistoiese è qui che voglio vivere”, “Comitato per il recupero ammanco Comunità Montana Appennino Pistoiese” e l'”Associazione Zeno Colò”.
"Disservizi e vicende concluse drammaticamente - si legge in un comunicato ufficiale diramato congiuntamente da Aduc e Crest - che solitamente vengono imputati ad errori del personale sanitario, ma che a nostro avviso potrebbero essere causati anche alla maldestra riorganizzazione del sistema ospedaliero pistoiese del 2013. Riorganizzazione che ha ridotto all'osso le risorse e i presidi sanitari, con grave lesione del diritto alla salute dei cittadini della zona”.
Tra gli aspetti denunciati dall'Aduc e dal Crest c'è ad esempio la sparizione di interi reparti. Sebbene, secondo le classificazioni degli ospedali nel Piano socio-sanitario integrato regionale approvato dal Consiglio regionale lo scorso 5 novembre, l’ospedale “Cosma e Damiano” di Pescia sia classificato come “ospedale di base” perché ha un bacino di utenza fra i 70mila e i 100mila abitanti ed oltre 100 posti letto non ci sono più né la cardiologia h24 né la neonatologia/pediatria.
Una chiusura disposta nel settembre del 2013 in seguito alla decisione di concentrare le degenze nell'ospedale San Jacopo di Pistoia e che non ha mancato di suscitare perplessità e polemiche da parte delle organizzazioni sindacali del mondo sanitario.
Nel caso di cardiologia e pediatria, entrambi sono ambiti indicati tra quelli essenziali da garantire negli ospedali di base. "A partire dalla fine di dicembre 2013 - si legge nell'esposto - con tre mesi di ritardo, all'ospedale Cosma e Damiano sono stati istituiti due posti letto di osservazione breve pediatrica in collegamento con il servizio di assistenza pediatrica h24 del punto nascita che è stato declassato a livello I.
In Valdinievole, quindi - proseguono le associazioni - all'ospedale di riferimento di Pescia, le famiglie possono usufruire soltanto della consulenza pediatrica,dell’osservazione temporanea e di attività ambulatoriali. Per oltre 15.500 minori sono disponibili solo due posti letto di osservazione breve pediatrica. Il principio su cui si è fondata questa riorganizzazione, vale a dire maggiore casistica, più esperienza, meno rischi in questo caso è venuta meno.
Che cosa è garantito per un’emergenza pediatrica senza l’appoggio di un reparto con personale dedicato? Nel caso in cui si presentasse al pronto soccorso di Pescia un bambino con codice rosso e contemporaneamente ci fosse un’emergenza al punto nascita, l’ospedale sarebbe pronto a rispondere in modo adeguato? Con la chiusura del reparto di pediatria si è indebolita la catena dell’emergenza pediatrica, non tenendo in debita considerazione che il Comune di Pescia ha un’area collinare e montana che dista venti minuti dall'ospedale di Pescia e oltre un’ora da Pistoia".
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