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Comicent: annullati i licenziamenti

di Maria Salerno
Comicent: annullati i licenziamenti

Pescia: il giudice del lavoro impone il reintegro e il risarcimento di 5 dipendenti, i vertici del Mefit annunciano il ricorso

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PESCIA. Erano stati licenziati nel marzo del 2013 dal commissario liquidatore del Comicent, il mercato dei fiori della Toscana, dopo un piano di rilancio fortemente voluto dal Comune e dalla Regine Toscana, che ha poi portato alla nascita della nuova società Azienda Speciale Mefit. Dopo oltre due anni d’attesa,  nella  mattinata di venerdì 24, il giudice del lavoro del tribunale di Pistoia Maria De Renzis, dimostrando di accogliere in toto le ragioni dei cinque lavoratori licenziati, ha emesso la sentenza che ha dichiarato nulli i licenziamenti e condannato l’Azienda Speciale Mefit (stante l’improcedibilità della domanda nei confronti del Comicent) a reintegrare i lavoratori nel posto di lavoro e a risarcirli di tutte le retribuzioni e i contributi che hanno perso dalla data del licenziamento fino al momento in cui avverrà di fatto il reintegro.

«A questo punto attendiamo di conoscere come si comporterà l’azienda – ha spiegato Luana Del Bino, responsabile dell'ufficio vertenze della Cgil Toscana – perché i lavoratori hanno 30 giorni di tempo per scegliere se essere reintegrati o chiedere un ulteriore risarcimento pari a 15 mensilità». Nella sentenza, il giudice sottolinea come il licenziamento sia avvenuto senza contemplare la legge sul trasferimento d'azienda. Il riferimento è al passaggio, avvenuto contestualmente ai licenziamenti, dal Comicent al Mefit.

«Il giudice ha applicato l'articolo 18 della legge 300 – ha sottolineato la Del Bino – ma non si potrebbe applicare nient'altro che questo neanche un domani».

Assolutamente divergente la posizione dell'amministrazione del Mefit, che si dichiara "costretta" ad opporsi alla decisione del giudice.

«A far propendere il giudice del lavoro per la tesi della prosecuzione del rapporto a dispetto della cessazione dell’attività del Comicent – si legge in una nota ufficiale diramata dallo stesso Mefit – pare essere stata la prosecuzione del rapporto di lavoro transitoriamente autorizzata nella fase di start up dell’Azienda Speciale. Nessuna rilevanza ha ritenuto il giudice del lavoro di poter attribuire né ai vincoli derivanti alle stesse aziende speciali dal patto di stabilità, né tanto meno al coinvolgimento di due dei ricorrenti in un processo penale per falso e peculato per fatti avvenuti nel corso del rapporto di lavoro alle dipendenze del Comicent. Ciò in quanto tali fatti sarebbero emersi solo in epoca successiva alla risoluzione del rapporto di lavoro e dunque non l’avrebbero provocata».

Massima soddisfazione, invece, da parte del legale dei 5 dipendenti, l'avvocato Serena Lenzi, che definisce l'epilogo della vicenda «un successo pieno», ma non si pronuncia sulla volontà dei lavoratori che dovranno ancora valutare se rientrare al lavoro o pretendere un ulteriore indennizzo.

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